L’autunno cinese, tra scioperi e produzione industriale in calo

Daniele Sforza

24 Novembre 2011 - 11:47

L’autunno cinese, tra scioperi e produzione industriale in calo

E’ uno dei Paesi più in forte via di sviluppo, ma anche in Cina i problemi non mancano. L’indice Pmi elaborato da Hsbc ha registrato un forte calo, il più evidente degli ultimi due anni e mezzo, e per il 2012 è prevista una riduzione della produzione industriale di almeno il 2% (si assesterà al 9% anziché all’11% come previsto per quest’anno).

Non mancano le proteste da parte dei lavoratori e degli operai, arrabbiati per le misure prese sui propri salari e, più nello specifico, per la cancellazione degli straordinari, e promettono una dura battaglia contro i provvedimenti presi da alcune aziende in seguito al drastico calo della domanda da parte di Paesi dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Nella regione meridionale della Cina, monta dunque una protesta che sembra essere molto più accesa di quella che colpì il Paese della Grande Muraglia nella primavera 2010, anche perché la situazione non è destinata a migliorare, almeno non nel breve termine. Il calo di domanda da parte dei Paesi esteri ha costretto alcune aziende del settore manifatturiero a tagli salariali evidenti. Si sa che la questione dei diritti dei lavoratori in Cina è sempre una questione molto delicata da affrontare, e le proteste in atto sono il termometro ideale per misura l’insofferenza dei cinesi.

C’è anche da considerare che migliaia e migliaia di lavoratori stanno protestando non solo contro il taglio degli stipendi, ma anche contro il processo di delocalizzazione delle produzioni che alcune aziende stanno mettendo in atto per ridurre le spese di manodopera. L’aumento dei salari e un miglioramento delle condizioni di lavoro sono invece gli obiettivi che i manifestanti sperano di ottenere. Chissà se la crisi occidentale influenzerà l’esito della protesta.

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