In Italia crolla la produzione industriale: a quanto riporta l’Istat, infatti, il calo su base annua (rispetto al febbraio dell’anno scorso) è stato del 6,8%, mentre su base mensile si è registrata una flessione dello 0,7%, dato peggiore di quello della Spagna, in cui il calo è risultato pari allo 0,5%.
Non si arresta dunque in Italia la fase recessiva delle nostre industrie: sotto quest’aspetto siamo persino ultimi in Europa. Dati allarmanti che fanno precipitare anche Piazza Affari: il considerevole calo registrato nella giornata di oggi, infatti, è dovuto proprio alle notizie provenienti dall’Istat.
Crollo del settore auto
Più nel dettaglio, l’analisi si fa drammatica soprattutto per il settore auto: dopo i recenti dati al ribasso, infatti, l’industria italiana delle automobili ha registrato una flessione del 23,5% nei mesi di gennaio e febbraio del 2012, mentre su base annua il calo è stato dell’11,2%. A crescere sono i settori dell’energia e dell’elettronica. Calano significativamente i beni intermedi (-1,9%) e i beni di consumo (-2,3%).
Inflazione stabile al 3,3%
L’Istat ha comunicato anche che il tasso d’inflazione su base annua resta stabile al 3,3%, ma i prezzi dei beni di consumo acquistati con più frequenza sono aumentati del 4,6%.
L’Italia va incontro a una notevole contrazione economica del primo trimestre 2012. Il calo, che è stato comunque oltre le attese che prevedevano una flessione del 5%, secondo alcuni economisti è da imputarsi alle cattive condizioni climatiche che hanno imperversato nel Paese nei primi due mesi del 2012. Come spiega Fabio Fois, economista di Barclays, «l’idea è che abbia pesato non solo la debolezza della domanda, ma anche il cattivo tempo che si è avuto in Italia in gennaio e febbraio».
L’Italia è dunque il fanalino di coda dell’Europa, se si pensa che nell’eurozona si è registrato un aumento, non previsto, della produzione su base mensile dello 0,5%. Il -0,7% pesa considerevolmente sulla situazione economica italiana, ma è sicuramente un dato migliore di quanto registrato dalla Germania, che a febbraio ha segnalato una flessione dell’1,3%.
Il peggio è alle spalle?
In molti pensano che il peggio sia alle spalle e che ora ci si avvii verso una lenta, ma costante, crescita. A quanto afferma l’economista di Unicredit Chiara Corsa, «le survey indicano qualche lieve segnale di miglioramento, pur in una situazione ancora di contrazione». E a proposito del Prodotto Interno Lordo aggiunge: "Anche in questo caso il peggio potrebbe essere alle spalle. Dopodiché si potrà vedere un lento, lentissimo miglioramento. Per l’intero 2012 ci aspettiamo nella migliore delle ipotesi un Pil piatto.
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