L’anti-europeismo continua a invadere l’Europa. Basta pensare all’ampio consenso ottenuto in Italia dal Movimento 5 stelle, non esattamente il più grande sostenitore dell’Unione, il successo di Alba Dorata in Grecia e altri partiti anti-Europa che stanno riscuotendo sempre maggior successo, ci rendiamo conto della forza che spinge diversi paesi membri fuori, o almeno al margine dell’Unione. A ciò si sono aggiunti i due partiti anti-Europa che hanno vinto le elezioni in Islanda. Entrambi fortemente euro scettici, l’Independence e il Progressive Party si oppongono da tempo all’ingresso dell’Islanda nell’Unione Europea.
Anti-Europeismo
I partiti e gli schieramenti contro l’Unione Europea, la moneta unica e soprattutto le politiche di austerity imposte dai paesi virtuosi sono diversi e cosparsi su tutto il territorio europeo, anche se le differenze e i distinguo sono importanti. Anche solo rimanendo in territorio italiano non sono certo paragonabili partiti anti-Unione come la Lega, oppure il Movimento a 5 stelle, e ciò vale a maggior ragione se si esce dai confini nazionali; ma il desiderio di riprendere almeno in parte la sovranità ceduta a Bruxelles, la rabbia contro le politiche imposte dalla Germania e la rivolta contro l’austerità accomunano molti partiti e schieramenti contrapposti su tutto il territorio europeo.
Elezioni in Islanda
La vittoria della destra in Islanda è in certa misura sorprendente dal momento che, negli ultimi anni, ha sempre governato il centrosinistra dopo il crack finanziario causato dai mutui-facili. Dopo la crisi abbattutasi sull’Islanda durante il governo di destra l’opposizione salita al potere nel 2008 ha predicato l’ austerità e un rapido ingresso nell’Unione Europea come soluzione dai terremoti finanziari che stavano interessando l’Islanda.
Evidentemente però questa corsa all’Europa e questa fedeltà alle politiche di austerità non sono piaciute agli islandesi che, a queste elezioni, hanno fatto trionfare nettamente i partiti anti-Unione. I due partiti euroscettici insieme hanno ottenuto più del 50% dei voti, mentre il partito dei socialdemocratici fino ad oggi al potere, solo il 13%. Una sconfitta totale per chi ha fatto dell’Europeismo una bandiera e un credo su cui basare le proprie politiche. Anche il partito dei Pirati è entrato per la prima volta nel parlamento islandese: «usufruiamo già dei vantaggi di una zona di libero scambio e anche libera circolazione con la Ue, senza bisogno di perdere la nostra indipendenza.»