Italia, prezzi in aumento per i consumatori. I beni più colpiti

L’inflazione italiana ha alzato il velo su un aumento dei prezzi per i consumatori rispetto a febbraio. I beni più colpiti secondo l’Istat

Italia, prezzi in aumento per i consumatori. I beni più colpiti

Italia: l’inflazione di marzo, rilevata con riferimento al mese precedente, ha messo a segno una variazione positiva dello 0,1%, come si può osservare sul nostro Calendario Economico.

Il dato si è confrontato con le attese degli analisti a -0,3%, ma soprattutto con la flessione precedente dello 0,1%. Ma cosa vuol dire tutto questo?

L’inflazione esprime semplicemente l’andamento dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo. Un suo aumento (come quello oggi emerso su base mensile) sta a significare un incremento dei costi che i cittadini sono costretti a sostenere.

In altre parole se l’inflazione sale i prezzi dei servizi che utilizziamo e dei beni che compriamo aumentano di conseguenza. Nel mese di marzo in Italia la variazione è stata del +0,1% rispetto a febbraio e alcuni beni sono risultati più colpiti dagli aumenti.

Inflazione Italia: tutti i dati Istat

Se su base mensile (dunque a confronto con febbraio) l’inflazione è aumentata dello 0,1%, stessa cosa è accaduta su base annua, dunque a confronto con il mese di marzo 2019. L’incremento si è confrontato con quello dello 0,3% emerso nell’ultima rilevazione e con la flessione dello 0,4% prevista dagli osservatori.

Volendo riassumere, dunque, su base mensile c’è stata un’accelerata mentre su base annua c’è stata una frenata dell’inflazione.

Per quel che riguarda l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, invece, le variazioni congiunturali e tendenziali sono state rispettivamente del +2,2% e del +0,1% e si sono confrontate con i precedenti -0,5% e +0,2%. Per questa inflazione gli analisti avevano stimato variazioni del +1,7% e del -0,2%.

I beni più colpiti dall’aumento mensile dei prezzi

Il +0,1% rilevato da febbraio a marzo ha trovato ragion d’essere in diversi ordini di elementi e nell’aumento dei prezzi di alcune categorie di beni.

Nello specifico, il calo dei beni energetici non regolamentati (-2,2%) non è riuscito a compensare l’incremento registrato sia nei tabacchi (+2,3%) sia nel settore dei beni alimentari (+0,4%).

Più nel dettaglio, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono aumentati dal +0,3% di febbraio al +1,2% di marzo. Quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno decelerato da +0,8% a +0,7%.

I beni più colpiti dalla flessione annua dei prezzi

La situazione è risultata diversa su base annua. Come già anticipato infatti, se rispetto a febbraio 2020 i prezzi (l’inflazione) sono saliti, rispetto a marzo 2019, i prezzi di alcune categorie di beni sono diminuiti. Il riferimento è a:

  • beni energetici non regolamentati: da +1,2% a -2,7%
  • servizi: da +1,0% a +0,6%

A poco è servita l’avanzata tendenziale dei beni alimentari (da +0,4% a +1,2%) e dei tabacchi (da +1,5% a +2,5%).

Divisioni di spesa per singoli beni. Fonte: Istat

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