Indicatore EMV, Ease of Movement

Cos’è e come funziona l’indicatore EMV (Ease of Movement)? Ecco il calcolo, l’uso e l’utilità dell’indicatore di volume EMV.

L’indicatore EMV (Ease of Movement) è un indicatore tecnico che rientra nella categoria degli indicatori basati sulla relazione tra l’andamento del prezzo ed i volumi che consente di individuare il giusto momento di ingresso su uno strumento finanziario.
Vediamo nel dettaglio come è costruito l’indicatore EMV e il possibile utilizzo che si può fare dell’indicatore Ease of Movement.

L’indicatore EMV è un oscillatore basato sui volumi sottostanti al movimento di prezzo. L’EMV fu creato da Richard Arms, già creatore del grafico Equivolume che serviva a vedere la relazione tra prezzo e volumi.

L’indicatore EMV è un estensione dell’Equivolume, poiché misura la relazione prezzo-volumi trasformando poi il risultato in un oscillatore. L’EMV ha un valore che può essere superiore, inferiore o uguale a zero. In generale, quando l’indicatore EMV si trova in territorio positivo assisteremo ad un rialzo del prezzo, viceversa quando si trova in territorio negativo.

Come si calcola l’indicatore EMV

La formula dell’EMV si divide in 2 parti:

  • Distanza percorsa (o Distance Moved),
  • Box ratio.

La distanza percorsa non è altro che la differenza tra il prezzo medio corrente ed il prezzo medio di un periodo antecedente (a seconda di che distanza di tempo si vuole calcolare). Quindi basterà sommare il prezzo più alto corrente con il minimo e dividere tutto per 2.

Lo stesso discorso vale per il periodo precedente ed una volta calcolati questi due valori si procede alla sottrazione del valore del periodo corrente con quello del periodo precedente, ottenendo la Distance moved:

Distance Moved = \frac{Massimo+Minimo}{2} + \frac{OldMassimo+OldMinimo }{2}

Il Box ratio invece, è il denominatore dell’EMV. Il Box ratio è la parte dell’indicatore EMV che tiene conto dei volumi in relazione ai movimenti di prezzo ed è composto come segue:

Box Ratio = \frac{(Volume/100 milioni)}{Massimo-Minimo}

Come si vede dalla formula, il volume è diviso per 100 milioni in modo da renderlo un numero pertinente con il resto del calcolo.

Un basso volume e un alto range tra prezzo massimo-minimo ci indicherà che il prezzo non necessita di alti volumi per muoversi più o meno velocemente. Caso opposto invece è quando si registra un alto volume ed un basso scostamento tra massimo e minimo poiché un caso del genere suggerisce che il prezzo ha difficoltà a muoversi con volumi più alti.

Una volta calcolato il Box ratio si procede al calcolo dell’EMV che altro non è che la divisione tra i due componenti dell’indicatore calcolati in precedenza:

EMV = \frac{Distance Moved}{Box Ratio}

Interpretazioni ed usi dell’indicatore EMV

Le interpretazioni dell’EMV sono focalizzate sul capire la bontà del trend in atto dello strumento che stiamo analizzando. L’EMV infatti non è un indicatore da utilizzare da solo bensì è utile se utilizzato con altri indicatori ed analizzato nel contesto grafico. Il principale scopo dell’indicatore EMV è quello di indicare la conferma del trend in atto.

Una prima interpretazione è quella di vedere come si muove l’indicatore durante le oscillazioni di prezzo. Nel grafico che segue notiamo come l’indicatore ci segnali il fatto che, all’aumentare dei volumi il prezzo si congestiona, mentre invece al diminuire dei volumi il prezzo aumenta senza incontrare difficoltà, come confermato dallo stesso indicatore.

L’altra intepretazione, per altro la più diffusa, è quella derivante dall’utilizzo dell’EMV con altri indicatori o confrontandolo con i pattern grafici. Questo utilizzo permette di verificare o quanto meno di avere una sicurezza maggiore del trend in atto.

Nel grafico visualizzato qui di seguito possiamo notare come l’EMV suggerisce che il secondo minimo toccato tra Agosto e Novembre di FCA segnava l’inizio di una inversione di trend.

Infatti, come evidenziato dalla trendline rossa, l’EMV segnalava una divergenza con il precedente minimo segnando un valore maggiore rispetto al precedente. Questo segnale è in genere interpretato come inversione di trend.

Dopo aver toccato il secondo minimo, il titolo ha cominciato a salire, con l’EMV sempre più in direzione rialzista fino a rompere la soglia di 0 e continuando a salire (primo segnale rialzista). Quando il titolo è arrivato sulla resistenza posta in viola l’EMV ha continuato a muovere a rialzo avvertendo quindi della bontà del trend in atto.

Per concludere, si può affermare che l’indicatore EMV sia un buon indicatore se utilizzato con altri oscillatori, in quanto utilizzato da solo non aiuta a catturare segnali. Infatti, l’EMV non è di per sè un generatore di segnale come può essere l’RSI, piuttosto aiuta nel comprendere la bontà di un trend in atto. Se utilizzato in concomitanza con altri indicatori, l’indicatore EMV può rivelarsi un grande aiuto per il trader che ne fa uso.

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