II giorno dopo la battaglia urbana scatenata dai black bloc, i cittadini scendono in prima linea nelle operazioni di ripristino.
Il giorno dopo la guerriglia urbana, Milano conta i danni. L’inaugurazione dell’Expo e la seguente manifestazione May Day, ha scatenato la frustrazione e l’inaudita violenza dei black bloc.
Infiltratosi nel corteo pacifico ’No Expo’, il blocco nero ha dato «il meglio di sé», mettendo a ferro fuoco il quadrante della città che collega via De Amicis con via Carducci.
Il centro di Milano trasformato in un campo di battaglia, in cui i violenti hanno attaccato le Forze dell’Ordine con petardi e bombe carte; oltre a devastare qualunque cosa trovassero sulla loro strada, dalle vetrine dei negozi alle auotomobili parcheggiate.
E proprio di devastazione parla la Procura di Milano che indaga sugli incidenti verificatisi ieri nel capoluogo lombardo.
Un’accusa pesante: il reato di devastazione, infatti, prevede pene fino a 15 anni di reclusione. Al momento i fermati in flagranza sono cinque, ma gli inquirenti sono al lavoro per cercare di individuare gli altri responsabili dei disordini, che hanno causato il ferimento di 11 uomini delle Forze dell’Ordine.
Intanto la città è tornata alla normalità, ma la quiete dopo la tempesta ha restituito ai cittadini milanesi un amaro risveglio.
Gli strascichi dei tafferugli provocati dai violenti, hanno profondamente marcato il profilo di una città disabituata da tempo a subire tanta ferocia.
Nonostante i disagi, i cittadini stessi sono stati i primi a rimboccarsi le maniche, affiancando il personale del Comune nelle operazione di pulizia stradale.
I danni - ancora non quantificabili - saranno in parte coperti dalla Regione Lombardia, che ha già annunciato l’intenzione di mettere a disposizione un milione e mezzo di euro; almeno per risarcire i danni subiti dai cittadini.
Non si placano intanto le polemiche a seguito della guerriglia urbana. Il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, dopo aver attaccato direttamente il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha indetto una manifestazione a Milano per lunedì, con l’obiettivo di ’ribellarsi’ ai disordini di ieri.
L’annuncio è stato reso noto nel primo pomeriggio tramite il profilo ufficiale Twitter di Salvini:
Lunedì alle 18 aspetto in Piazza Scala tantissima gente perbene ma INCAZZATA.
MAI PIÙ #MILANO COSÍ! #noexpo #Salvini pic.twitter.com/Eey9RsZNgI
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 2 Maggio 2015
Non intenzionato a farsi trascinare nelle polemiche, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, punta sull’unità di intenti della città:
"Milano risorge rispondendo no alla violenza.
Saremo uniti e forti e daremo un messaggio a tutto il mondo contro una violenza che Milano non può accettare.
Oggi chiameremo tutta la città a dare un contributo per ripulire la città".
Un appello tardivo, in realtà, visto che già in mattinata i milanesi avevano dato prova di responsabilità; ancora una volta, le istituzioni sono state spiazzate dall’intraprendenza dei cittadini.