L’operazione, approvata nel pomeriggio di ieri, prevede un ruolo principale dell’Italia. Il comando della missione, infatti, sarà affidato all’Ammiraglio Credendino.
Dopo mesi di polemiche, la Commissione Europea interviene concretamente sulla questione immigrazione, approvando la missione navale contro gli scafisti.
Il “si” dell’UE, arrivato nel tardo pomeriggio, rappresenta l’ultimo tassello di una serie di provvedimenti ratificati già nei giorni scorsi. L’annuncio della nuova operazione arriva direttamente da Federica Mogherini.
L’alto rappresentante per gli affari esteri dell’Ue tiene comunque a precisare che il provvedimento non prevede l’affondamento dei barconi, ma la possibilità concreta di colpire il business degli scafisti:
«La concentrazione non è sulla distruzione, ma sul rendere inutilizzabili questi strumenti di morte».
L’Italia reciterà un ruolo da protagonista nella missione: il comando operativo, infatti, è stato affidato al nostro Paese e più precisamente all’Ammiraglio Enrico Credendino.
Cinquantadue anni, Credendino è attualmente a capo del terzo reparto di pianificazione generale dello stato maggiore della Marina Militare. L’Ammiraglio non è la prima volta che si trova a fronteggiare situazioni d’emergenza.
Nel 2012, è stato comandante della task force della forza navale europea che partecipò alla missione anti-pirateria ’Atalanta’, nel Corno d’Africa. Credendino si insedierà a Roma all’interno dell’aeroporto di Centocelle; sarà quello, infatti, il quartier generale della missione navale contro i trafficanti di esseri umani. L’Ammiraglio sarà poi affiancato da un altro ufficiale, il quale sarà operativo a bordo di una delle navi della missione.
Ostenta orgoglio nel commentare il ruolo affidato all’Italia, il ministro della Difesa Roberta Pinotti:
«E’ un riconoscimento per quanto l’Italia ha fatto finora ed è un riconoscimento anche da parte delle altre nazioni europee. Abbiamo un’elaborazione e un immaginazione di come deve essere condotta l’operazione, derivante dal fatto che il nostro Paese in tutti questi anni, ha operato per la sicurezza del Mediterraneo».
Entrando poi nel dettaglio dell’operazione, il ministro aggiunge:
«E’ una missione che riguarda la sicurezza complessiva del Mediterraneo. Un problema del quale fino ad oggi si è occupata quasi solo l’Italia ed è un problema che appunto deve essere europeo e non solo italiano».
Intanto sul fronte della redistribuzione dei richiedenti asilo tra tutti gli Stati proposta dall’UE, continuano a giungere pareri negativi da parte degli Stati stessi.
Dopo l’indisponibilità mostrata dalla Francia, anche la Spagna da segni di insofferenza. Prova a gettare acqua sul fuoco, il ministro Gentiloni, il quale, chiamato a dare un giudizio sulla questione, ha bissato dichiarando che Parigi e Madrid si sono posizionate in vista delle prossime riunioni.