IPO Airbnb: perché entrare in borsa in piena crisi economica?

Airbnb si prepara alla quotazione a Wall Street. Perché lanciare l’IPO proprio in un momento di crisi economica? Un’analisi

IPO Airbnb: perché entrare in borsa in piena crisi economica?

Airbnb ha annunciato l’IPO entro la fine dell’anno. La quotazione in borsa per la società leader negli affitti è attesa come uno dei più importanti debutti a Wall Street dell’anno.

Solo pochi mesi fa, però, le prenotazioni dell’azienda erano diminuite del 90% e gli effetti della pandemia e del conseguente lockdown sembravano devastanti.

Come mai Airbnb ha dunque deciso di lanciare l’offerta pubblica iniziale proprio ora, nel pieno di una crisi economica? Un’analisi su Bloomberg offre spunti di riflessione.

IPO Airbnb: i motivi della quotazione in piena crisi

L’offerta pubblica iniziale di Airbnb arriva in un momento topico dell’economia mondiale: la grande crisi causata dall’epidemia. I segni del lockdown e del coronavirus sono evidenti anche sul bilancio della società di affitti.

Nonostante ci sia stata una ripresa degli affari con l’estate, secondo fonti attendibili Airbnb ha registrato una perdita rettificata di $ 400 milioni nel secondo trimestre. Anche i rivali Booking ed Expedia hanno recentemente riportato le entrate più basse del decennio a causa del crollo dei viaggi.

La tendenza del settore, quindi, non sembra ottimale. Allora perché lanciare l’IPO adesso?

Nell’analisi di Bloomberg spuntano almeno 3 ragioni a favore della quotazione a Wall Street.

Innanzitutto, perché i primi dipendenti e investitori di Airbnb hanno atteso più di un decennio per incassare e alcuni hanno stock option limitate che scadranno all’inizio del prossimo anno.

Inoltre, l’ultimo accordo di finanziamento da un miliardo di dollari con Silver Lake e Sixth Street Partners è arrivato con un tasso di interesse dell’11%, solitamente riservato alle aziende in difficoltà, e Airbnb sarà desiderosa di rifinanziare e raccogliere capitali aggiuntivi.

Infine, i mercati stanno scambiando a livelli record. L’urgenza di quotarsi in borsa, quindi, sarebbe stata dettata da una combinazione di mercati tendenti al rialzo, investitori desiderosi di incassare e alti tassi di interesse.

Gli investitori sperano che la capacità di Airbnb di adattarsi alle varie crisi del 2020 sarà vincente sul mercato azionario, facendo distinguere la sua quotazione dalla mischia delle varie IPO.

I segnali positivi dal colosso affitti

In vista del debutto a Wall Street, ci sono altri segnali positivii per Airbnb.

Nel primo trimestre di quest’anno, la società ha ridotto il budget di marketing del 14% rispetto all’anno precedente.

Inoltre, più di 100.000 nuovi ospiti negli Stati Uniti si sono riversati sulla sua piattaforma, mentre gli abitanti delle città approfittano del lavoro a distanza e si dirigono verso città di montagna, case sulla spiaggia e campi in riva al lago per soggiorni di una settimana.

A luglio, la spesa dei consumatori è stata del 22% superiore rispetto all’anno precedente, secondo una ricerca.

Tutti elementi che lasciano sperare in positivo sull’IPO di Aibnb nonostante il momento di crisi economica.

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