La Grecia attende con ansia l’esito dell’incontro tra il presidente della Repubblica Karolos Papoulias e i leader dei partiti politici, finalizzato a formare un governo nazionale che impedisca l’uscita del Paese ellenico dall’Europa.
Si cerca una soluzione in extremis
La notizia di un governo a 3 è stata subito seccamente smentita nella giornata di ieri, ma il terzo tentativo consecutivo di formare un esecutivo che regga è stato ancora fallimentare: ora si spera in un esecutivo di unità nazionale, formato da Nea Dimokratia, Pasok, Sinistra Democratica e Greci Indipendenti, che farebbe raggiungere la maggioranza sufficiente a continuare il processo di austerity e a impedire nuove elezioni a giugno, che porterebbero molto probabilmente alla vittoria i partiti più estremi, coesi da intenti anti-europei e trascinando Atene fuori dall’Europa e generando devastanti conseguenze.
Atene sotto pressione
E intanto la sfiducia continua a farsi sentire, come afferma anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: «I greci devono diventare competitivi e questo non succede senza dolorosi sacrifici». A rincarare la dose le parole di Pia Ahrenkilde-Hanses, portavoce della Commissione Europea: «Come abbiamo già detto altre volte, continuiamo a sperare e ad attenderci che la Grecia rispetti gli impegni del secondo programma di aiuti, vediamo il suo futuro nell’euro e crediamo che il programma rifletta questo, che questa sia la migliore soluzione per i greci e per l’insieme dell’Ue».
La portavoce ha anche cercato di sdrammatizzare le recenti dichiarazioni di Barroso, che avevano fatto pensare a una Grecia utile ma non indispensabile in Europa, libera di andare via se non rispetterà gli impegni presi. «In Grecia è in corso un processo politico che noi rispettiamo molto», ha detto. «Quella del presidente della Commissione era una considerazione generale, valida per qualunque organizzazione. Noi speriamo che la Grecia resti nell’Euro. Non c’è cambiamento nella nostra posizione su questo, e rispettiamo gli sforzi fatti dai greci».
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