Grecia: lunedì forse un accordo con l’Eurogruppo?

Felice Di Maro

7 Maggio 2015 - 22:44

La Bce avrebbe alzato la soglia della liquidità d’emergenza alle banche greche di due miliardi, portandola a 78,9 miliardi di euro. Varoufakis è ottimista.

Grecia: lunedì forse un accordo con l’Eurogruppo?

La Commissione europea ha tagliato le previsioni di crescita del pil della Grecia per quest’anno e per il prossimo, portandole rispettivamente da +2,5% a +0,5% e da +3,6% a +2,9%. Intanto le trattative tra la Grecia con l’Unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale proseguono da settimane, ma i colloqui non sono riusciti a produrre progressi significativi per alleggerire il debito greco che è di 317,094 miliardi di euro. Al momento il rapporto Debito/Pil è 177,1%.

Nonostante il cambiamento dei giocatori in campo con l’ingresso a sorpresa di Yanis Dragasakis, la famosa lista di riforme da attuare per sbloccare gli aiuti per Atene stenta a decollare. Importante che nella riunione settimanale del Consiglio direttivo della Bce sulle operazioni di liquidità d’emergenza, ELA, Atene ha rimborsato i 200 milioni di euro di interessi sui prestiti al Fmi e le casse elleniche si sono assicurate 1,138 miliardi di euro di titoli di Stato a 26 settimane con rendimento invariato rispetto alla scorsa emissione (2,97%) e bid to cover a 1,3.

Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ai microfoni di Class-Cnbc, dopo l’incontro con il ministro dell’Economia italiano Padoan ha dichiarato:

Sono molto fiducioso sull’esito dell’Eurogruppo di lunedì prossimo.Verrà trovato un accordo per risolvere la situazione contingente della Grecia e per un percorso dopo giugno che riporti l’economia greca verso la ripresa. Con il ministro Padoan abbiamo avuto un intenso dibattito con un comune interesse, un comune linguaggio e uno scopo condiviso.

Il vice ministro greco delle Finanze Dimitris Mardas ha dichiarato alla tv privata Mega Channel:

Il pagamento dei 200 milioni di euro del prestito ricevuto dal Fondo monetario internazionale sarà completato. La Ragioneria generale dello Stato e l’ente per la gestione del Debito Pubblico (Oddih) hanno già compiuto i passi necessari per effettuare il pagamento.

Alla domanda circa il prossimo pagamento del prestito di 750 milioni di euro che è dovuto il 12 maggio il vice ministro ha affermato che se sarà necessario verrà ripagato con i depositi dei fondi pensione che non sono stati ancora trasferiti alla Banca della Grecia.

Il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble ha smentito le indiscrezioni riportate dal Financial Times secondo le quali il Fmi avrebbe chiesto una nuova ristrutturazione del debito greco ma ha confermato l’allarme sul peggioramento della situazione finanziaria di Atene. Il ministro tedesco si è poi detto scettico sulla possibilità che l’Eurogruppo di lunedì chiuda un accordo che consenta di sbloccare il versamento dell’ultima rata del prestito ad Atene (7,2 miliardi di euro) pur «non escludendo» questa possibilità.

A 100 giorni circa dall’investitura, Tsipras si trova, oggi più che mai, di fronte ad un bivio. Il partito di Syriza infatti si è presentata alle elezioni greche con la promessa di liberare la Grecia dall’opprimente tallone della Troika introducendo importanti misure a sostengo delle fasce più deboli della popolazione.

DOPO 100 GIORNI QUALI PROMESSE SONO STATE MANTENUTE DA TSIPRAS?

Tra i provvedimento sociali annunciati qualcosa è stato effettivamente fatto, tra questi l’elettricità gratuita e i buoni pasto per le famiglie più povere, e la possibilità di pagare a rate i debiti con il fisco. Altre promesse non sono state onorate come la famosa Imu greca, l’esenzione dalle tasse per coloro che hanno un reddito fino a 12 mila euro e l’aumento degli stipendi pubblici. Stando ad un recente sondaggio, il 67% degli ateniesi vorrebbe evitare il default del Paese e il ritorno alla dracma. Per evitare il Grexit Tsipras sarà costretto a rimettersi la Troika in casa e tradire, almeno in parte, il mandato elettorale degli ellenici.

I media hanno informato che il Parlamento greco ha dato l’ok alla riassunzione di circa 4.000 funzionari e impiegati pubblici licenziati negli ultimi due anni nell’ambito delle misure di austerità imposte dagli accordi internazionali. Verranno riassunti impiegati pubblici, insegnanti di istituti tecnici, bidelli e agenti della polizia municipale.

SONDAGGIO