Hanno votato a favore 439 deputati con 119 contrari e con 40 astenuti. L’Intesa che è stata siglata dall’Eurosummit nella notte tra domenica e lunedì ha anche l’Ok della Finlandia e Austria.
Mentre il ministro degli Interni greco, Nikos Voutsis, alla radio ’Kokkino’ ha detto che ci sono possibilità di andare al voto, e se non sarà settembre sarà nel mese di ottobre, dopo che il Parlamento greco ha approvato nella notte di mercoledì il pacchetto di riforme previste dall’Intesa raggiunta dal premier Alexis Tsipras con i partner della zona euro, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa a Bruxelles ha dichiarato:
Abbiamo un accordo per il prestito ponte alla Grecia attraverso l’Efsm. Quest’accordo è tra i 28 Paesi Ue ed evita alla Grecia un immediato default. Questo significa che 7,16 miliardi di euro arriveranno in tempo per lunedì. Il voto del Parlamento greco sul primo pacchetto di misure è stato il primo ma cruciale sforzo per ripristinare la fiducia tra Atene i partner europei.
Com’è noto, Tsipras ha avuto bisogno dei voti dell’opposizione per far passare l’Intesa e al momento sono 38 i deputati dissidenti di Syriza, e fra loro l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, il ministro dell’Energia Panagiotis Lafazanis che non si dimetterà e anche il vice ministro del Lavoro Dimitris Stratoulis.
Si tenga conto che con l’approvazione del Parlamento greco ad Atene in tempo reale ci sono stati scontri in Piazza Syntagma con lancio di molotov e lacrimogeni da parte di un gruppo di anarchici che hanno interrotto quell’atmosfera di protesta pacifica nel giorno più brutto per la Grecia e per l’Europa che con una scioperi e cortei aveva fatto sentire sin dal mattino in maniera tanto qualificata quanto civile il ’no’ del popolo greco al piano di austerity concordato da Tsipras a Bruxelles.
A trasformare piazza Syntagma simbolo di Atene in un campo di battaglia sono stati anche una trentina di black bloc che hanno costretto i cittadini di Atene a rifugiarsi nei bar e nei negozi ancora aperti mentre loro diventavano i padroni assoluti. Bombe carta, molotov, gas lacrimogeni hanno scatenato la guerriglia urbana. Questa è anche l’altra faccia dell’Europa grazie all’austerity e ai memorandum vari.
Appare ordinario ormai che non c’è quella la folla oceanica della manifestazioni che avevano preceduto il referendum che è stato largamente svenduto, c’è tutto un altro clima e forte è la speranza del popolo greco che si definiscano al più presto - nelle prossime ore - le operazioni per il prestito ponte di 7 miliardi che com’è noto l’Eurogruppo ha dato il via libera operativo, e che abbia inizio il negoziato fra Atene e i creditori sul mega-prestito che dovrebbe aggirarsi intorno ai 40-50 miliardi per un programma complessivo fra 82 e 86 miliardi almeno questa è la necessità finanziaria stimata entro il 2018.
Con 439 voti a favore, 119 no e 40 astenuti Il Bundestag tedesco ha approvato e con ampia maggioranza l’Intesa dell’Unione europea per avviare i negoziati con Atene per un terzo pacchetto di aiuti. Anche se il capo del Fondo monetario internazionale Lagarde insiste ogni giorno sull’urgenza di alleggerire il debito con questo voto, che non era scontato, per la Grecia inizia una nuova fase con una svolta anche perché la Merkel ha sottolineato la necessità di dare un’altra possibilità alla Grecia ma come è stato amplificato dai media ha nuovamente escluso un taglio del debito. In sintesi al Bundestag ha dichiarato:
Sarebbe stato da irresponsabili non dare altra chance alla Grecia. So che ci sono molti dubbi sul fatto che la Grecia possa stare di nuovo sulle sue gambe, ma sarebbe irresponsabile non tentare questa strada e non dare una nuova chance alla Grecia. Un haircut sarebbe contrario ai Trattati Ue, stravolgerli sarebbe la fine della comunità di diritto in Europa, e con noi non si fa. Il referendum greco è oggi un mucchio di rovine. Il risultato è duro per la gente in Grecia anche per è l’esito di un governo che per sei mesi è stato irresponsabile. Si è cercata una strada fuori dal vicolo cieco.
Con grande applauso ringraziamenti istituzionali della cancelliera tedesca Angela Merkel sono stati ufficializzati al ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble per il suo lavoro sulla Grecia il quale ha dichiarato:
Sul fatto che la Grecia vada salvata siamo tutti d’accordo, ma bisogna vedere quale sia la strada che può funzionare. Qui non è in ballo la Grecia ma è in ballo l’Europa. Bisogna mantenere la testa fredda e decidere come rafforzare l’integrazione europa.
Al momento lunedì mattina le banche greche non riapriranno come preannunciato dal ministero delle Finanze. Ad Atene riapriranno solo quelle succursali che offrono servizi ai pensionati privi di carte di credito o bancomat