Continua la fase di consolidamento dell’indice FtseMib nella banda di oscillazione laterale. La rottura potrebbe seguire la direzione del trend solo se supportata dai dati economici.
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 19.845,61 |
| Variazione | -0,52% |
| Max (52 settimane) | 25.477,55 |
| Min (52 settimane) | 14.894,44 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 20.026 |
| RSI 14 | 49,86 |
| MACD | 8,097 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -1,28% |
| 1 mese | -3,25% |
| 3 mesi | +16,73% |
La seduta di ieri con la formazione in chiusura di una Gravestone Doji Bar conferma l’indecisione dell’indice FtseMIB nel breve periodo. A Piazza Affari, come nei principali listini europei, si alternano giornate positive a sessioni in rosso.
La caratteristica degli ultimi mesi è quindi una chiara mancanza di direzionalità evidenziata da quasi tutti gli indicatori. Abbiamo assistito ad un solo lampo rialzista verso la metà di luglio, quando l’indice nella seduta del 20 luglio 2020 sembrava intenzionato ad allungare il passo, ma l’accelerazione è stata subito riassorbita e l’indice è rientrato nuovamente nella fase laterale di breve periodo.
Il quadro tecnico di riferimento
Il 2019 è stato un anno caratterizzato da una forte crescita, +31,50% circa, che si è protratta fino ai primi due mesi del 2020, data dell’inizio della crisi sanitaria di Covid19.
Il 20 febbraio 2020 l’indice ha quindi ritracciato lasciando sul terreno oltre il 40% della performance. Il crollo non ha avuto momenti di tregua e si è distinto per la sostenuta volatilità.
Con il minimo del 16 marzo a quota 14.153 abbiamo visto esaurire la discesa e il FtseMib ha potuto invertire il trend creando le basi per il rally che lo ha condotto fino ad oggi. La ripartenza si è distinta tra fasi di accelerazioni e pause di consolidamento, ma non ha lasciato dubbi su una possibile inversione di tendenza.
Lo scenario operativo di breve periodo
Ad oggi il quadro tecnico di breve periodo non appare chiaro. Il trend di medio periodo, partito a marzo, è decisamente positivo, ma il tentativo di uscire dalla fase di consolidamento laterale del 21 luglio, poi fallito, ha lasciato spazio alle riflessioni sulla prosecuzione a rialzo del trend.
Il prezzo oscilla in una banda laterale tra un minimo in area 19.000 ed un massimo a quota 20.200. Attualmente l’indice si trova nella parte alta della fase di consolidamento che dura dall’inizio del mese di giugno.
Gli indicatori evidenziano una fase di incertezza. Il prezzo si trova sul passaggio della media mobile semplice a 200 periodi mentre l’andamento della EMA(21) è piatto. Il Supertrend è passato in territorio negativo, ma si evidenziano i repentini cambiamenti dell’indicatore che, per sua costruzione, non lavora agevolmente nelle fasi laterali di mercato.
L’RSI(14) si trova invece in una zona neutrale a 49,86 mentre la volatilità, rappresentata dall’ATR(14), è in calo rispetto alla media dell’ultimo periodo.
Infine l’indice si trova ancora stabilmente sopra la trendline dinamica positiva di medio periodo quindi una possibile inversione di tendenza si potrebbe considerare solo sotto il livello di minimo della fase laterale in area 19.000.
Se l’indice non dovesse rompere a ribasso tale soglia, il movimento dovrebbe considerarsi ancora a rialzo. L’allungo, per essere efficace e duraturo, dovrebbe essere sostenuto da dati economici incoraggianti a livello internazionale e dal continuo sostegno da parte delle banche centrali con alti volumi di liquidità.
Una posizione long sarebbe accettabile in area 21.250 sopra il massimo del 21 luglio 2020. Uno Stop Loss stretto sarebbe da posizionare a 19.960, poco sotto il massimo della banda di oscillazione mentre uno Stop Loss ampio, per una posizione più flessibile, si potrebbe collocare a quota 18.800 sotto il minimo della fase laterale. Un Primo Target si potrebbe inserire in zona 23.000 ed un Secondo Target in area 24.000.
Un ingresso short sarebbe plausibile in area 18.820 sotto il minimo della fase di consolidamento con uno Stop Loss stretto a quota 19.500 per un’operatività di breve termine ed uno Stop Loss più ampio in area 20.520, sopra il massimo della banda di oscillazione. Un Primo Target si potrebbe inserire a 17.760 mentre un Secondo Target in area 16.360.
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