Tempi duri per le valute correlate all’andamento del petrolio. Il crollo dei prezzi del greggio sta facendo svalutare pesantemente anche la pregiata valuta norvegese
La corona norvegese è una delle valute più vendute del momento. La motivazione principale è riconducibile nel costante calo dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali. Chiaramente non c’è da stupirsi del crollo della valuta di Oslo, visto che l’economia scandinava trae grossi profitti dall’export dell’oro nero.
La discesa dei prezzi del petrolio Wti sotto 76$ al barile (75,83$ nella sessione di ieri), il livello più basso degli ultimi tre anni, ha fatto accentuare la debolezza della corona che già nelle ultime settimane aveva mostrato grosse difficoltà contro le principali valute. Il greggio è ora molto vicino al test del supporto di lungo periodo di 75$ al barile.
Il tasso di cambio USDNOK ha superato quota 6,90, registrando il massimo più alto degli ultimi 5 anni e mezzo. Negli ultimi sei mesi questo cambio ha messo a segno una performance superiore al 15%, facendo perdere sempre più lo status di valuta pregiata alla corona norvegese. Il cambio potrebbe spingersi fino alla prossima resistenza chiave di 7,30.
La divisa scandinava sta soffrendo molto anche nei confronti del tanto bistrattato euro, tanto che il cross EURNOK è salito in area 8,6670, anche qui ai top da oltre 5 anni. Negli ultimi due mesi questo cross ha guadagnato quasi il 7%. Il superamento della fondamentale area di resistenza di 8,5450 dovrebbe spingere i prezzi verso quota 9 – 9,10 nelle prossime settimane.