Quanto guadagna Flavio Briatore? Patrimonio e biografia del noto imprenditore

21 Giugno 2022 - 10:25

21 Giugno 2022 - 15:19

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La biografia, il patrimonio e i guadagni di Flavio Briatore, l’imprenditore passato dal ruolo di team manager in Formula 1 a quello di simbolo del lusso e del divertimento.

Quanto guadagna Flavio Briatore? Patrimonio e biografia del noto imprenditore

Quando in Italia si parla di locali di lusso subito la prima immagine che viene in mente è quella di Flavio Briatore, l’imprenditore piemontese che negli ultimi anni ha incentrato la sua attività lavorativa in discoteche e ristoranti esclusivi.

La sua ultima creatura è Crazy Pizza, una catena di pizzerie (attualmente ne sono state aperte tre a Londra, Montecarlo e Porto Cervo) dove una classica margherita ha il costo di 15 euro e una con il prosciutto di 23,50 euro.

Negli ultimi tempi Flavio Briatore però ha fatto notizia soprattutto per le polemiche: dal Covid fino alla mancanza dei lavoratori nel settore della ristorazione, per arrivare a quella più recente sul costo della pizza.

Ma quanto guadagna Flavio Briatore? Vediamo la biografia e il fatturato dell’ex team manager di Formula 1 da anni ormai diventato un imprenditore di successo.

La biografia di Flavio Briatore

Flavio Briatore nasce il 12 aprile 1950 a Verzuolo, un paese di poco più di 6.000 anime in provincia di Cuneo. Figlio di insegnanti elementari, ha una sorella e fratello quest’ultimo deceduto nel 2015.

Bocciato due volte in secondo e terzo superiore, ottiene il diploma da privatista come geometra iniziando poi a lavorare come maestro di sci. Fin da ragazzo però è percepibile la sua indole imprenditoriale, aprendo subito un suo ristorante chiuso però poco dopo.

Durante gli anni ’70 inizia a collaborare con il finanziere Attilio Dutto, trasferendosi a Milano e lavorando in Borsa dopo che Dutto viene ucciso da un’autobomba collegata all’accensione della sua auto.

Nel capoluogo milanese fondamentale è la conoscenza di Luciano Benetton. Inizia così a occuparsi di alcuni negozi del colosso veneto, prima di passare alla Formula 1, ruolo questo che lo ha fatto conoscere al mondo intero.

Diventato direttore esecutivo della scuderia Benetton, grazie all’ingaggio di un allora giovanissimo Michael Schumacher, arrivano i successi: doppietta mondiale piloti e costruttori nel 1994 e 1995.

Nel 2001 quando la scuderia Benetton passa alla Renault, Flavio Briatore mantiene il ruolo di direttore esecutivo dove rimane fino al 2009. Rimanendo sempre nell’ambito sportivo, tra il 2007 e il 2011 è stato uno dei proprietari del Qpr, squadra di calcio londinese.

Famoso anche per le sue storie d’amore, da Naomi Campbell, a Heidi Klum fino a Elisabetta Gregoraci, con cui ha avuto un figlio. Chiuso con la Formula 1 (per la vicenda di Piquet Jr. è stato anche radiato, condanna poi annullata con tanto di risarcimento), Briatore si è dedicato a tempo pieno all’attività imprenditoriale.

L’attività da imprenditore

Nel 1998 Flavio Briatore insieme al dj Max Correnti crea il marchio Billionaire, dando vita all’omonima discoteca situata a Porto Cervo in Sardegna bissata poi dal Twiga. Successivamente sono state aperte diverse altre sedi come quella di Dubai, Istanbul, Montecarlo e Cortina ma solo d’inverno.

Sempre con l’insegna Billionaire ci sono un marchio di vestiti e accessori di alta moda maschile, il Billionaire Italian Couture, un famoso resort di lusso a Malindi in Kenya oltre all’organizzazione di una serie di eventi mondani.

Per Flavio Briatore non sono mancati però anche diversi problemi giudiziari. Nel 1990 la Corte di Appello di Milano estingue tramite un’amnistia una condanna per gioco d’azzardo, con la riabilitazione che poi avviene nel 2010 dopo che in precedenza si era rifugiato alle Isole Vergini per sfuggire all’arresto.

Sempre nel 2010 scoppia però il caso Force Blue, il mega yacht dell’imprenditore che viene sequestrato insieme a 1,5 milioni di euro. L’accusa è quella di «aver intestato a una società di comodo lo yacht simulando l’attività di chartering, di aver evaso l’Iva sull’acquisto dell’imbarcazione e di non aver pagato le accise sul carburante per 3,6 milioni di euro».

Dopo una serie di sentenze, in secondo grado c’era stata una condanna a 18 mesi, la Cassazione annulla la sentenza di appello disponendo un nuovo procedimento per quanto riguarda l’omissione dell’Iva, mentre per le fatture viene disposto l’annullamento senza rinvio, in quanto il fatto non sussiste. Nel gennaio 2022 alla fine avviene l’assoluzione definitiva per Briatore in quanto «il fatto non costituisce reato».

I guadagni

Secondo la rivista americana Forbes, specializzata nel fare i conti in tasca ai Paperoni di tutto il mondo, nel 2014 a Flavio Briatore veniva accreditato di un patrimonio personale stimato in 200 milioni di dollari.

Stando a un articolo del Sole 24 Ore, nel 2015 «i 9 ristoranti del gruppo generavano 22,2 milioni di fatturato e 6,1 milioni di margine operativo lordo», saliti poi a «37 milioni di giro d’affari e quasi 10 milioni di Mol» nel 2016.

«Nel 2017 il fatturato è salito a 53,9 milioni con 14,6 milioni di Ebitda» scrive sempre il quotidiano «per arrivare probabilmente a fine 2018 a quasi 66 milioni di giro d’affari e poco meno di 20 milioni di Mol, quindi con una redditività del 30,2%».

Tra i vari locali quello che andrebbe a generare il maggior introito sarebbe il Billionaire di Dubai (8,1 milioni di giro d’affari e 5,7 milioni di margine operativo lordo), che precede il Twiga di Montecarlo (11 milioni di fatturato e 3,9 milioni di Ebitda) e il Sumosan Twiga di Londra (8 milioni di giro d’affari e oltre 2 milioni di Mol).

Un’inchiesta del Corriere della Sera del marzo 2019 ha invece fatto emergere come «il Twiga di Forte dei Marmi di Flavio Briatore e Daniela Santanché fa 4 milioni di fatturato in un anno e costa d’affitto 17.619 euro. Dunque lo stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta, in Versilia, rende 227 volte l’affitto».

Non è un caso quindi che il nome di Flavio Briatore, così come quello delle sue creature Billionaire e Twiga, sia ormai simbolo del lusso e della movida sfrenata, attività che appaiono essere molto redditizie per l’imprenditore piemontese.

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