Facebook: trionfo di Zuckerberg all’avvio del roadshow

Daniele Sforza

8 Maggio 2012 - 14:40

Facebook: trionfo di Zuckerberg all’avvio del roadshow

Se i pionieri di ieri, coloro che sono stati i protagonisti di un’epoca, erano scrittori, poeti, registi, musicisti, quelli di oggi sono i «signori dell’informatica»: da Sean Parker a Steve Jobs, da Tom Anderson a Larry Page, da Sergey Brin a Mark Zuckerberg. Sono loro gli esponenti di una rivoluzione culturale che oggi si fa a suon di «like», condivisione, amici, comunità, applicazioni, sviluppo digitale, web evolution e dispositivi mobili.

Un’accoglienza da rockstar

E per verificare l’accoglienza da rockstar, quella che avevano i Rolling Stones e i Beatles per intenderci, basti vedere la folla di fotografi e non solo attorno all’amministratore e fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, allo Sheraton Hotel di Manhattan, la prima tappa del roadshow finalizzato alla quotazione in Borsa, che si appresta a diventare la più chiacchierata dell’anno, se non del secolo.

Per arginare la folla, Zuckerberg è entrato e uscito da una porta secondaria dell’albergo, nel quale ha discusso faccia a faccia con gli azionisti le possibilità della sua creatura, convincendoli a partecipare all’Ipo. Zuckerberg ha così deciso di metterci letteralmente la faccia per illustrare agli oltre 600 investitori le capacità del social network. Facebook ha stabilito il range di collocamento tra 28 e 35 dollari per azione, mentre l’obiettivo è quello di raccogliere con l’Ipo poco più di 13 miliardi di dollari, con il valore dell’azienda che potrebbe salire fino a 96 miliardi.

Dopo New York toccherà a Boston, Chicago e San Francisco, con gli analisti che prevedono una capitalizzazione di 140 miliardi di dollari. Ma c’è anche chi ci va cauto sulla scommessa Facebook, considerando delle variabili che potrebbero influire (e non poco) sul valore della società e sulla sua riuscita a Wall Street: innanzitutto il numero degli iscritti, ora 900 milioni circa, che potrebbe diminuire; ma soprattutto a pesare è la raccolta pubblicitaria, vincolata alle politiche di privacy del social network, funestata dalla crisi e non ancora saldamente consolidata. Eppure, se non ci fosse qualche rischio, che scommessa sarebbe?

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