CRISI, EUROPA - L’ultimo vertice UE si è rivelato insufficiente a scongiurare lo scenario di depressione che ogni giorno assume contorni sempre più netti. Ma non c’è più tempo per i mini-vertici e le «cene di lavoro»: serve un elettroschock per non mancare un cruciale appuntamento con la storia.
Gli scenari apocalittici, dal punto di vista economico, potrebbero essere numerosi. Basti immaginare un ritardo o il procrastinarsi dell’adozione del nuovo trattato, per innescare l’inizio della peggiore crisi economica almeno dal 1930. L’acuirsi del fermento politico, l’aumento e il dilagare delle idee politiche estremiste potrebbe risultare tanto peggiore, e più grave, della crisi attuale. Alcuni commentatori parlano ora del rischio di una guerra, che permetterebbe di ridurre l’effetto leva dell’economia. Forse la costruzione degli Stati Uniti d’Europa non sarebbe solo un bene per l’Europa, ma per il mondo intero. I problemi attualmente riscontrati dai BRICS potrebbero essere placati dal nuovo motore di crescita, partorito dal progetto. Gli Stati Uniti d’Europa potrebbero essere in grado di fornire una soluzione alternativa per la riduzione del debito attraverso la crescita, l’occupazione e il ritorno al riequilibrio dei tassi di cambio.
Non si è mai avuto tanto bisogno di restituire quel soffio vitale al progetto europeo, quanto oggi.
Il nuovo trattato è necessario ma deve essere attuato rapidamente per dare credibilità al volto politico, rispetto ai mercati finanziari. Gli Stati dovrebbero attuare riforme strutturali supportati da una unione nazionale per fornire loro i mezzi necessari per negoziare rapidamente una convergenza fiscale, una tutela amministrativa e sociale. Senza questa convergenza, assunta e accettata da tutti i leader politici, si rischierebbe di togliere ogni possibilità alla BCE di intervenire.
La Banca centrale non può, da un punto di vista finanziario, e in un sol colpo, condurre e gestire una monetizzazione della moneta unica su scala sufficiente per affrontare la situazione attuale.
Draghi sembra un pilota al comando di un aereo in fase di decollo e con avaria al motore (montagne di debiti, deficit di bilancio, ritardi nelle riforme, ecc). La grande storia è forse in fase di costruzione. Basterebbe applicare il coraggio politico e la sintesi delle volontà di uscire dalla crisi espressa da tutte le parti sociali, da tutti i partiti politici, e da tutti gli agenti economici, per occuaore quel posto nella storia che ancroa resta da prendere, e permettere ai contemporanei ai accedere a tale pantheon.