Europa: fuori dalla crisi in 4 mosse

Dimitri Stagnitto

04/06/2012

Europa: fuori dalla crisi in 4 mosse

Un sodalizio a quattro tra Mario Draghi, Herman Van Rompuy, Jose Manuel Barroso e Jean-Claude Juncker ha portato a definire un piano per l’uscita dell’Europa dall’attuale crisi basato su quattro punti fondamentali: riforme strutturali, unione bancaria, unione fiscale e unione politica.

I 4 punti sono stati concordati nel vertice informale del 23 maggio e saranno presentati in forma di bozza al summit del 28-29 giugno.

La risposta dell’Europa alla crisi sembra essere quindi «più Europa», una specie di colpo di mano volto a sfruttare la crisi economica per portare l’unione politica e fiscale in un’unione continentale che si sta sfilacciando.

Gli esiti dell’operazione sono decisamente incerti dato che la crisi attuale sembra aver portato le popolazioni ad acuire i sentimenti di orgoglio nazionalistico a discapito della romantica ma mai esistita sul piano pratico «fratellanza europea».

Che il cambio di paradigma possa poi portare benefici anche a livello economico per i paesi periferici attualmente in sofferenza è cosa tutt’altro che scontata: una volta realizzata l’unione politica e fiscale bisognerà poi vedere quali saranno le politiche che il nuovo governo europeo porterà avanti, sia a livello di sviluppo economico che di redistribuzione delle entrate fiscali.

Riuscirà un’Europa unita sul piano formale a governarsi come se le nazioni non esistessero e non fossero mai esistite? Questo è il punto cruciale della scommessa di Draghi & co., una scommessa i cui esiti ci riguardano tutti in modo molto diretto.