Effetti del voto in Francia e in Grecia: Borse nel caos. Che succederà da domani?

Daniele Sforza

7 Maggio 2012 - 15:03

Effetti del voto in Francia e in Grecia: Borse nel caos. Che succederà da domani?

Le elezioni politiche in Francia e in Grecia sono state sicuramente le più attese anche nel resto d’Europa, con i mercati, in bilico, a guardare, pronti a crollare. E in effetti oggi le Borse sono colate a picco, dalla lontana Tokyo che è partita malissimo, lasciando presagire segnali di sventura per un lunedì nero che si ricorderà nella storia, all’Europa, con Atene che è arrivata a perdere fino al 10% e gli spread che sono saliti (quello tra Btp e Bund ha ritoccato la soglia dei 400 punti base).

In Grecia trionfa l’estremismo

Prevedibile, dopo l’incertezza politica ed economica che regna in Europa: quello che emerge dal voto in Francia e in Grecia è il malcontento di un popolo che non ne può più di essere schiavo dell’austerity e che cerca nuove soluzioni. Ne sanno qualcosa i due partiti storici della Grecia, Neo Dimokratia (19,2% dei consensi) e Pasok (13,6%), con quest’ultimo scavalcato addirittura dalla sinistra più radicale, Syriza, che ha ottenuto il 16,3%, e con l’ascesa preoccupante delle ali più estreme della politica ellenica, ovvero Alba Dorata, il partito neonazista che promuove la cacciata dei clandestini e il ripristino della pena di morte, che hanno guadagnato il 7% dei consensi, e i comunisti del KKE che hanno incassato l’8,4% delle preferenze. Tre outsider che, al di là dei loro principi cardine, hanno basato la loro propaganda elettorale sulla lotta all’austerità.

La vittoria di Hollande apre nuovi scenari

Cosa che è avvenuta anche in Francia con la vittoria del socialista François Hollande, anch’egli contrario all’austerity e promotore di un piano di crescita per l’Europa, fino a questo momento sempre bocciato dalla Germania di un’Angela Merkel sempre più in difficoltà e costretta a cedere a ciò che Monti, Hollande e tutta l’Europa del Sud stanno chiedendo da tempo. E se il premier italiano rivendica una posizione di prestigio e di potere decisionale, ora più che mai, su quel podio a due posti finora occupato solamente dall’asse Merkel-Sarkozy, Hollande è sicuramente quello che meno preoccupa l’Europa, che ormai sta definitivamente per voltare pagina, a fronte di una Grecia sull’orlo del collasso che, se il leader di Neo Dimokratia Antonin Samaras non riuscisse nei prossimi tre giorni a organizzare l’esecutivo del governo, ritornerebbe al voto a giugno.

Borse europee nel caos

Intanto le Borse colano a picco, com’era prevedibile, reagendo a freddo sulle svolte politiche di Grecia e Francia, in attesa di un domani che appare sempre più incerto e instabile. E mentre si attende la scure delle principali agenzie di rating, Standard & Poor’s in testa, sui Paesi in questione, l’Europa trema di fronte al rischio sempre più vicino che la risoluzione della questione del debito sovrano nell’Eurozona si allontani sempre di più.

I segnali incontrovertibili di questo fine settimana, tuttavia, parlano chiaro: l’austerity ha portato Grecia, Portogallo, Spagna e Italia sull’orlo del collasso, frenando qualsiasi barlume di crescita e facendo crollare i consumi. I cittadini, vessati dalle tasse, dall’abbassamento dei salari e dal rialzo dei prezzi dei beni di consumo, hanno deciso di voltare pagina, scegliendo anche le soluzioni più estreme (vedi la Grecia), come solitamente avviene in questi casi. Una politica improntata sulla crescita sembra dunque essere ora l’unica soluzione possibile per mettere d’accordo un’Europa che, dichiarazioni dei leader a parte, sta faticando (e non poco) a tenere insieme i pezzi. Il tutto sotto l’egida di un organo superiore che nell’ultimo anno e mezzo ha praticamente governato la politica greca dettando ordini e leggi e portandola al punto in cui si trova ora.

Cosa succederà domani? La politica economica europea volterà pagina, e i mercati, probabilmente, risulteranno allergici ai cambiamenti: e già si ricerca il giusto vaccino.

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