E’ morta Margaret Thatcher. Incarnazione della rinascita britannica o delle disuguaglianze sociali?

Marta Panicucci

08/04/2013

E’ morta Margaret Thatcher. Incarnazione della rinascita britannica o delle disuguaglianze sociali?

«Non sono stata fortunata. Me lo meritavo.» Il commento di Margaret Thatcher alla vittoria di un premio scolastico all’età di 9 anni è indicativo del carattere di colei che per tutta la sua carriera politica è stata famosa per il carattere duro e risoluto che le è costato il soprannome «Lady di ferro».

La notizia della morte della Thatcher ha occupato tutte le prime pagine dei giornali internazionali: la Lady di ferro è morta all’età di 87 anni in seguito ad un ictus.

Resterà di certo uno dei protagonisti della storia contemporanea inglese e internazionale, uno dei personaggi più odiati e osannati della politica mondiale che con i suoi modi bruschi ha incarnato il più convinto conservatorismo britannico.

Prima e per il momento unica donna a ricoprire la carica di Primo Ministro britannico ha attuato riforme che hanno cambiato il profilo economico e sociale della Gran Bretagna dando vita ad una rivoluzione conservatrice che andava di pari passo all’azione di Ronald Reagan negli Stati Uniti con il quale condivideva anche l’avversione profonda per l’ ideologia comunista.

Primo Ministro dal 1979 al 1990

L’ «era thatcheriana» può essere individuata nei tre mandati da Primo Ministro ricoperti dalla Tatcher tra il 1979 e il 1990. La Lady di ferro ha fatto il suo ingresso a Downing Street per la prima volta il 4 maggio del 1979 in seguito alla vittoria come leader del partito conservatore britannico. La Thatcher ha governato la Gran Bretagna negli anni più difficili del declino economico e dei forti conflitti causati dalle profonde disparità sociali.

Lo scopo della Thatcher era quello di tirare il paese fuori dalla depressione economica in cui versava. Preferendo intervenire sulla tassazione indiretta che su quella diretta per ridurre l’inflazione aumentò il tasso di interesse e incrementò l’IVA. La sua politica fiscale aumentò lo sviluppo economico, creando grandi ricchezze ma allo stesso tempo ebbe pesanti ricadute sull’industria manifatturiera e sul tasso di disoccupazione che aumentò di ben quattro volte.

Guerra ai sindacati, privatizzazioni e riforma fiscale

Margaret Thatcher è stata un personaggio controverso e come tutti i potenti odiato e amato allo stesso tempo. I suoi sostenitori ancora numerosi, le attribuiscono il merito di aver svecchiato lo stato sociale britannico, avviando il paese verso un modello economico ultraliberista e competitivo.

La sinistra internazionale ha sempre visto un accanito nemico nella Thatcher e anche i suoi detrattori britannici la accusano di aver allargato la forbice economica tra ricchi e poveri e di aver distrutto il sistema sindacale britannico a partire dal violento scontro con l’organizzazione dei minatori nel 1984-1985. Oggetto dello scontro furono delle riforme volte a diminuire il potere dei sindacati e una serie di privatizzazioni che interessarono miniere di carbone e di acciaio.

Privatizzazione fu la parola d’ordine del secondo mandato della Thatcher che tra il 1983 e il 1987 si impegnò a ridurre l’intervento statale attraverso la privatizzazione di aziende come la compagnia aerea di bandiera, la British Airways, il colosso energetico della British Gas e la principale azienda di telecomunicazioni, la British Telecommunication.

Grande libertà e flessibilità per quanto riguarda i licenziamenti invece, venne concessa alle imprese; questo favorì l’uscita dalla stagnazione e il recupero economico del paese, ma allo stesso tempo l’aggravarsi delle profonde disparità sociali.

Il declino politico è cronologicamente situato nel 1989 a causa della riforma del sistema fiscale che portò la Thatcher a perdere il consenso popolare e parte del sostegno politico. In particolare la pool tax, una tassa calcolata in base alla popolazione e uguale per ogni cittadini del Regno unito. Questa fu una riforma molto impopolare, che contrastava con il programma liberista e diede vita ad un sciopero fiscale a cui parteciparono più di 18 milioni di persone. Margaret Thatcher però, come di fronte ad altre situazioni simili, non fece alcun passo indietro.

Parallelo con Ronald Reagan

Ronal Reagan viene indicato da sempre come l’alleato di ferro della Thatcher: dal punto di vista politico entrambi anticomunisti convinti; ma è soprattutto per le politiche economiche che la coppia Thatcher-Reagan è osannata o odiata come protagonista degli anni 80’-90’. In questi anni infatti la Thatcher in Gran Bretagna e parallelamente Reagan negli Stati Uniti hanno portato avanti una serie di liberalizzazioni e privatizzazioni che molto hanno influito sul mondo occidentale. Traendo ispirazione del pensiero economico di Friedrich von Hajek e Milton Friedman l’asse Thatcher-Reagan ha incarnato per un ventennio lo spirito della rivoluzione conservatrice, portata avanti al grido di «meno Stato, più mercato».

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