Dropis: la moneta anti-speculazione che funziona attraverso il baratto. Che cos’è e come si usa?

Vittoria Patanè

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Dropis: la moneta anti-speculazione che funziona attraverso il baratto. Che cos'è e come si usa?

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Al giorno d’oggi sentiamo sempre più parlare di monete alternative a quelle tradizionali che permettono di mettere in atto dei veri e propri scambi commerciali, ma anche investimenti, senza utilizzare “soldi veri”.

Queste valute (quella più famosa è senza dubbio il Bitcoin), stanno prendendo piede a livello internazionale grazie anche alla crisi che affligge le traditional currencies.

Quella su cui ci concentriamo oggi è il Dropis, prodotto ideato nel 2012 da un team tutto italiano, che mira a conquistare piccoli imprenditori e professionisti con partite IVA allo scopo di consentire loro di uscire dalla crisi, usando un metodo alternativo.

Cerchiamo quindi di capire meglio cosa sono e come funzionano i Dropis.

Cosa sono i Dropis e quali sono le principali caratteristiche?

Vengono chiamate monete alternative, ma in realtà sono dei veri e propri crediti di baratto dal valore nominale di un euro.

La caratteristica principale di questa moneta è che non si può comprare, ma si ottiene (e si guadagna) scambiando beni e servizi con altre persone. Come abbiamo già detto: il baratto.

Se quindi ognuno di noi volesse acquistare qualcosa del valore di 15 euro, dovrebbe offrire 15 Dropis.

Altra peculiarità fondamentale che deriva dalla stessa natura intrinseca di questa moneta è che non è acquistabile utilizzando gli euro, ma si può ottenere solamente attraverso uno scambio online.

Inoltre bisogna sottolineare che questo tipo di currency non è soggetta ad inflazione poiché dietro ogni credito, si nasconde sempre un bene o un servizio reale.

Come funzionano?

Il procedimento, a differenza di quello dei Bitcoin, ci sembra abbastanza semplice.
Facciamo un esempio pratico: decido di “vendere” dei prodotti fatti a mano su un sito di baratto. Gli utenti dello stesso sito che troveranno interessante la mia offerta e decideranno di pagarla 20 o 30 Dropis. Una volta incassati, posso spendere questi “soldi” in vari modi: acquistando dei prodotti di cosmesi, un biglietto per una vacanza, ecc.

Dove e come si usano?

Si può commerciare in Dropis attraverso i vari siti di baratto e condivisione presenti sul web. Sul sito www.dropis.com sono presenti numerosi “mercati” e portali che accettano Dropis.

Basterà attivare dropis e iscriversi ai mercati abilitati. Attraverso l’attivazione si accederà ad un conto personalizzato che crescerà man mano che si metteranno in atto i primi scambi.

Differenze con le monete tradizionali?

Come anticipato in precedenza, i Dropis non consentono di speculare poiché il loro scambio è reso possibile solamente attraverso la vendita e l’offerta di beni e servizi reali. In poche parole: se non si offre, non si può comprare.

In secondo luogo, non essendo una vera e propria moneta, non avrebbe senso accumularla e non è possibile conservare i guadagni in banca.

Totalmente diversi quindi anche dai Bitcoin che, per natura, sono parecchio volatili e favoriscono la speculazione.

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