Draghi: più pericoloso di Kim Jong il?

Nadia Fusar Poli

19 Dicembre 2011 - 14:09

Draghi: più pericoloso di Kim Jong il?

DRAGHI - Il dittatore nordcoreano Kim Jong è morto Sabato, ma secondo Daniel Knowles del Telegraph, un altro è ancora vivo: Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea (BCE). Il giornalista britannico si riferisce all’intervista che il numero uno della BCE ha accordato all Financial Times, in cui il numero dell’Istituto di Francoforte insiste che la risoluzione della crisi del debito spetta ai leader dei paesi della zona euro, e che questa dipende dalla loro capacità di attuare riforme e adottare una disciplina fiscale.

Draghi, essenzialmente, non deve rendere conto a nessuno - ma, come Kim Jong-il, ha «un potere enorme di energia per renderci la vita difficile. Come? Rifiutando di fare qualsiasi cosa. Anche se i rendimenti dei titoli sovrani sono saliti ulteriormente, il presidente della BCE si aggrappa alla logica che la banca deve proteggere la sua ’credibilità’», scrive Knowles. Draghi ha respinto la possibilità per la BCE di perseguire una politica di creazione di moneta, con un acquisto massiccio di obbligazioni sovrane come fa la Banca d’Inghilterra, credendo che il quantitative easing avrebbe come effetto quello di «distruggere la credibilità della BCE».

Nell’intervista al Financial times Draghi afferma che «la cosa importante è ripristinare la fiducia delle persone - cittadini e investitori - nel nostro continente Non otterremo che distruggendo la credibilità della BCE».
Per Knowles, Draghi si rifiuta di capire la portata della crisi in Europa, e se l’Italia fallisse, non sarebbe perché il Paese è insolvente, ma piuttosto perché una combinazione di stretta monetaria e politica fiscale, «sta distruggendo l’economia».
«Parlare di riforma adesso è come dire a un uomo che ha una crisi cardiaca di mangiare meno hamburger», ha detto il giornalista. Le riforme sono auspicabili, ma i loro benefici non si faranno sentire il prossimo anno, o addirittura nemmeno tra cinque anni, e inevitabilmente, uno dei loro primi effetti sarà quello di produrre una recessione.

Quello che gli eurocrati europei rischiano, è la rivoluzione. La situazione politica appare sempre più simile a quella del 1930.
«In tempi normali, il controllo riservato di Draghi, quasi prussiano potrebbe sembrare ammirevole. Ma in questo momento, è follia. Certo, Kim Jong-il ci lascia una Corea del Nord instabile, e dotata della bomba atomica. Ma Draghi è molto più pericoloso di un’arma nucleare: rischia di mettere l’Europa a ferro e fuoco con una rivoluzione» conclude Daniel Knowles.

Fonte: The Telegraph