Crisi, zona euro: il futuro patto fiscale prende forma

Nadia Fusar Poli

17 Dicembre 2011 - 09:38

Crisi, zona euro: il futuro patto fiscale prende forma

CRISI, ZONA EURO - I leader dei paesi dell’area euro hanno cominciato a dare copro ai loro piani per il «mini-trattato», che dovrebbe consentire un migliore controllo dei bilanci e di integrare le politiche economiche dei paesi della moneta unica. Seconda una prima bozza del testo, resa pubblica Venerdì e che potrebbe essere approvata entro la fine di gennaio, questo patto sarà pienamente compatibile con i trattati dell’Unione europea e la giurisprudenza della Corte di giustizia europea, che avrà il potere di giudicare i paesi in violazione delle nuove disposizioni.

Inoltre, come previsto, le sanzioni per il mancato rispetto del limite del 3% del PIL per il disavanzo pubblico saranno automatiche e non potranno essere bloccate che da una maggioranza qualificata di Stati. Anche il debito di uno Stato sarà più rigidamente controllato.

Una «regola d’oro» di bilancio sarà altresì integrata nel testo. Si prevede che il deficit primario sarà limitato allo 0,5% del PIL nell’arco del ciclo economico.

Infine, il testo entrerà in vigore non appena nove paesi firmatari lo avranno ratificato e tutti i paesi dell’Unione europea - Gran Bretagna inclusa - continueranno ad essere associati alle decisioni di politica economica nella zona euro.

«Le Parti contraenti garantiscono che tutte le grandi riforme di politica economica saranno discusse e coordinate. Tale coordinamento coinvolgerà le istituzioni dell’Unione europea, come richiesto dal diritto dell’Unione», è indicato nelle otto pagine del documento.

Il testo, che recepisce e traspone giuridicamente le decisioni assunte dai leader europei e annunciate il 9 dicembre scorso a Bruxelles, inizierà ad essere discusso Martedì prossimo tra dirigenti del Tesoro, ambasciatori ed esperti giuridici degli Stati membri dell’UE, tra cui la Gran Bretagna, che aveva espresso il proprio dissenso all’accordo sul patto fiscale.

Londra sarà coinvolta nelle discussioni ma non potrà comunque votare, secondo le procedure comunicate ai rappresentanti dei 27 questa settimana. Allo stesso modo, i rappresentanti del Parlamento europeo, della Commissione Europea e della Banca centrale europea saranno coinvolti nelle discussioni, ma non avranno direttamente voce in capitolo.

Altre riunioni potrebbero quindi essere tenute in questo ultimo scorcio di 2011, al fine di giungere ad un accordo definitivo sul testo entro la fine di gennaio o all’inizio di febbraio 2012, data in cui sarà organizzato un nuovo vertice UE.

«L’obiettivo è quello di avere un accordo entro tale data. Non è una sorpresa che Van Rompuy abbia deciso di convocare un vertice in quella data», ha detto una fonte UE a Reuters. Un’altra fonte ha riferito che lo scopo dei paesi partecipanti è quello di finalizzare il testo entro la fine di gennaio.