Crisi: una settimana per salvare l’euro. Tutti gli appuntamenti

Nadia Fusar Poli

05/12/2011

Crisi: una settimana per salvare l’euro. Tutti gli appuntamenti

CRISI, EURO. Diversi gli appuntamenti chiave che si susseguiranno questa settimana, e che dovrebbe aprire la strada ad una revisione dei trattati europei.

Quando ci si riferisce alla crisi dell’euro, il termine «settimana critica» deve essere utilizzato con cautela, considerati i precedenti: l’accordo del 21 luglio per un secondo piano di aiuti alla Grecia e l’accordo del 27 ottobre per rafforzare l’EFSF si sono infatti rivelati impotenti. Appuntamenti considerati cruciali, attesi come risolutivi e «dell’ultima chance», si sono dimostrati incapaci di ridurre la pressione sui mercati e di porre rimedio alla crisi. La lezione è servita. Nessun leader europeo, questa volta, si è sbilanciato. Nessuno si è azzardato a fare promesse. La posta in gioco è troppo alta. E ai miracoli non crede più nessuno. La stessa Merkel ha messo in guardia: la crisi non può essere risolta in un sol colpo. Non esistono rimedi miracolosi.
Ecco gli appuntamenti della settimana:

- Lunedì, 5 dicembre

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel si incontrano a Parigi per un nuovo vertice bilaterale.
I leader di Francia e Germania devono trovare un accordo sulla riforma dei trattati dell’Unione. Le divergenze sono ancora numerose e cruciali: l’inasprimento del controllo di bilancio degli Stati membri (Berlino vuole in tal senso coinvolgere la Corte di giustizia europea), il ruolo della BCE (Parigi spinge per un intervento più significativo) o, ancora, Eurobond di cui la Merkel, ancora, non vuole sentir parlare.
Che cosa aspettarsi? A priori, nessun annuncio decisivo dovrebbe essere fatto già questo pomeriggio. Incerta anche una conferenza stampa congiunta.

- Martedì 6 dicembre

A Berlino, il segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner, inizia il suo tour continentale, al centro del quale sono poste «le iniziative per rafforzare le istituzioni dell’eurozona». Geithner incontrerà a Francoforte i presidenti della Banca centrale europea, Mario Draghi e della Bundesbank, Jens Weidmann. In agenda anche una riunione con l’omologo tedesco Wolfgang Schauble.
In Grecia il parlamento greco è chiamato a esprimersi sul bilancio 2012 presentato dal nuovo governo di unità nazionale guidato da Papdemous, con l’obiettivo di salvare il Paese dal default.

- Mercoledì 7 dicembre

Timothy Geithner sarà ricevuto a Parigi, da Nicolas Sarkozy mentre a Marsiglia, nel sud della Francia, dove si apre il vertice del Partito popolare europeo, incontrerà il prossimo capo del governo spagnolo, Mario Rajoy.

- Giovedi 8 dicembre

A Francoforte si svolgerà la riunione del consiglio dei governatori della Banca centrale europea.
L’istituto di Francoforte è chiamato a decidere in merito ad una possibile revisione della sua politica dei tassi. Attualmente il tasso di interesse è fissato all’1,25%.
Che cosa aspettarsi? Forse un tasso di interesse inferiore all’1%, per sostenere l’economia. I più ottimisti sperano inoltre che gli impegni assunti e le misure di austerità annunciate dall’Italia e dalla Grecia, contestualmente alle garanzie sul controllo dei bilanci degli Stati membri, sapranno convincere il governatore della BCE, Mario Draghi, a passare all’azione sui mercati. La riforma dei trattati europei è un progetto a lungo termine - termine troppo lungo, dicono alcuni, per cui solo un intervento massiccio e immediato da parte della BCE può ancora evitare il peggio in Europa.

- Giovedi 8 dicembre

Si apre il vertice di 27 capi di Stato e di governo a Bruxelles, che potrebbe continuare per tutto il weekend, con l’obiettivo di gettare le basi per la riforma dei trattati europei.
Che cosa aspettarsi? Si annuncia un processo «lungo e difficile», ha avvertito Nicolas Sarkozy - sembrano lontani anni luce i tempi in cui i summit, annunciati come «decisivi», erano attesi come capaci di ripristinare la fiducia, da un giorno all’altro. Le proposte franco tedesche saranno accolte all’unanimità? L’accordo finale riguarderà tutta l’UE o la sola zona euro? In quanto tempo sarà applicato? Dobbiamo aspettarci una Europa a due velocità? E soprattutto: l’area dell’euro come reagirà all’introduzione del nuovo trattato?Sarà un catastrofico choc?

Tra una settimana, forse, potremmo avere qualche risposta.