Crisi: un nuovo firewall per la zona euro?

Nadia Fusar Poli

07/12/2011

Crisi: un nuovo firewall per la zona euro?

CRISI, ZONA EURO. L’area dell’euro ha più che mai bisogno di un nuovo e credibile firewall per risolvere la crisi del debito. Così, alla vigilia di un vertice UE cruciale, il dibattito intorno a nuovi meccanismi anti-crisi si intensificano, e si concentrano su una possibile combinazione di due dispositivi di sostegno finanziari.

Diverse opzioni sarebbero allo studio. Herman Van Rompuy ritiene in particolare che il meccanismo permanente di stabilità potrebbe essere dotato dello status di ente creditizio. Il braccio armato della politica fiscale della zona euro, potrebbe in tal modo avere accesso ai fondi della BCE. Inoltre, le decisioni in merito a questo nuovo sistema fiscale non dovrebbero più essere prese all’unanimità e il tetto delle sue risorse dovrebbe essere aumentato.

E ancora, i consiglieri europei starebbero discutendo l’attuazione, in fase temporanea, di due dispositivi di sostegno finanziario distinti. Per ora, solo il Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), inizialmente dotato di una capacità di prestito di 440 miliardi, ridottasi ormai a 250 miliardi, è autorizzato a fornire liquidità ai paesi in difficoltà.

Così, secondo le informazioni del Financial Times, l’EFSF potrebbe essere mantenuto operativo fino a quando il Meccanismo europeo di stabilità (MES), che sostituirà il Fondo, entrerà in vigore, a metà 2012.

Tale dispositivo permanente, sarà inizialmente dotato di una capacità di prestito di 500 miliardi di euro. Una combinazione di due dispositivi potrebbe quindi aumentare in maniera significativa la rete di sicurezza della zona euro. Sono in corso dibattiti su questo argomento.

La prospettiva di adozione di questo nuovo strumento anti-crisi sembra rassicurare i mercati. Nonostante il monito lanciato da S&P, che Lunedì ha posto nel proprio mirino l’intera zona euro, minacciando un possibile downgrade per 15 paesi della zona del regione, i mercati azionari europei stanno reagendo positivamente.

Martedì S&P ha annunciato di aver posto sotto osservazione negativa il rating del Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF), quale diretta conseguenza della decisione dell’agenzia di mettere sotto sorveglianza la valutazione attribuita al debito a lungo termine dei principali paesi della zona euro, Francia e Germania in testa. L’EFSF rischia ora di perdere la sua tripla A, a causa di un declassamento di uno o due notch.

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