Crisi: recessione e disoccupazione, ripresa nel 2013

Daniele Sforza

3 Maggio 2012 - 17:39

Crisi: recessione e disoccupazione, ripresa nel 2013

Calo dei consumi, calo delle assunzioni: il 2012 si appresta a diventare un anno nero, nerissimo per il nostro Paese, ma una ripresa, graduale e lenta (soprattutto in alcune regioni d’Italia) è prevista per il 2013. Il Sud pagherà maggiormente la crisi e sarà protagonista di una crescita molto lenta il prossimo anno: intanto nel 2012 il Pil subirà una riduzione dell’1,8%, con Abruzzo, Molise e Basilicata al vertice di questa classifica negativa. Nel 2013 la ripresa coinvolgerà soprattutto le regioni del Nord-Est, con un incremento del Pil dell’1,3%, mentre al Sud l’aumento sarà solo dello 0,2%, per una media nazionale del +0,8%.

Calano in consumi

Il Sud è fanalino di coda anche per ciò che riguarda i consumi con un crollo del 2,4%, 0,3 punti percentuali in più rispetto al 2,1% complessivo italiano: tra le regioni più negative Molise (-2,8%) e Basilicata (-2,7%). La contrazione sui consumi riguarda soprattutto la tavola, come afferma la Confederazione italiana agricoltori: «Secondo i nostri dati a causa della crisi una famiglia su tre ormai riduce abitualmente gli acquisti per la tavola, ma se si guarda solo al Sud il taglio alla dispensa arriva a riguardare quasi una famiglia su due». La riduzione degli acquisti alimentari coinvolge soprattutto frutta e verdura, pane e carne bovina, con una contrazione del 32% al Nord, del 37% al Centro e del 49% al Mezzogiorno. Il timore, prosegue la Confederazione, non è solo per le famiglie, ma anche «per la tenuta delle aziende agricole sul territorio, in particolare quelle piccole e medie».

La disoccupazione crescerà ancora

La recessione porterà anche a un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione, con una riduzione dell’1,1%, che vale a dire circa 130 mila posti di lavoro. Le aziende, infatti, non intendono assumere nell’arco dell’anno e questo comporterà una maggiore sfiducia da parte di chi cerca lavoro, aumentando il numero degli «scoraggiati». A quanto afferma il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, la situazione occupazionale nei prossimi mesi sarà tutt’altro che rosea. Come ha spiegato il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, «dopo quattro anni di crisi il tessuto produttivo del Paese appare provato. Fra gennaio e marzo di quest’anno sono andate perdute 26 mila imprese». Ancora pericoli per i piccoli imprenditori che rischiano di vedere fallire le loro imprese. «Ovviamente», prosegue Dardanello «l’occupazione risentirà di questo contesto, soprattutto quella creata dalle microimprese con meno di 10 addetti. Per questi motivi abbiamo avanzato proposte concrete prive di oneri per le casse statali su cinque temi chiave per lo sviluppo: semplificazione, internazionalizzazione, investimenti, credito e lavoro».

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