Crisi: persi 21 milioni di posti di lavoro nei Paesi del G20 e la situazione peggiorerà ancora

Daniele Sforza

17 Maggio 2012 - 15:02

Crisi: persi 21 milioni di posti di lavoro nei Paesi del G20 e la situazione peggiorerà ancora

Dal 2008 a oggi, la crisi economica ha bruciato ben 21 milioni di posti di lavoro nei Paesi del G20, e la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente.

Disoccupazione e sotto-occupazione potrebbero aumentare ancora

A rilevarlo è il rapporto congiunto ILO (International Labour Organization) e Ocse. Ciò significa che i Paesi del G20 «avrebbero bisogno di creare 21 milioni di posti di lavoro nel 2012 per tornare a livelli pre-crisi occupazionali». Una questione tuttavia ancora molto lontana dalla realtà, dato che il ritmo attuale di crescita dell’occupazione si attesta solo all’1,5%.
I dati del rapporto, perciò, individuano «il significativo rallentamento dell’attività economica registrato in diverse grandi economie del secondo semestre del 2011» che ha influito in maniera notevole sul mercato del lavoro dei Paesi del G20. Questo fa sì che «la disoccupazione elevata e la sotto-occupazione potrebbero aumentare ancora».
Ciò che si auspica è «un’integrazione delle politiche economiche e sociali» per dirla con le parole del direttore generale dell’Ilo Juan Somavia, «con particolare attenzione per gli investimenti produttivi, l’occupazione e la dignità del lavoro al fine di generare nuove fonti di domanda».

Disoccupazione giovanile a livelli preoccupanti

A preoccupare sempre di più i dati riguardanti la disoccupazione giovanile: «In tutti i Paesi del G20», si legge nel Rapporto «il tasso di disoccupazione giovanile è da due a tre volte superiore a quello degli adulti, con una media del 19,2%, percentuale che non include i giovani scoraggiati e quelli che prolungano gli studi a causa della mancanza di un impiego. Tuttavia ci sono variazioni significative tra i Paesi: si va da circa il 7% in alcuni per arrivare al 50% in altri».
In Italia, secondo gli ultimi dati Istat, i giovani disoccupati ammontano al 36%.

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