Era dall’agosto del 1995 che non si registrava un dato così alto riguardo al rapporto tra prezzi e stipendi, mentre per quel che riguarda i salari è il dato più basso dal 1983: è quanto riportano gli ultimi dati Istat. La crescita delle retribuzioni contrattuali orarie è stata dell’1,2% su base annua, ma resta ferma rispetto a febbraio, mentre il rapporto tra stipendi e il tasso d’inflazione (+3,3%) su base annua attesta il rapporto al 2,1% (17 anni fa si era attestato al 2,4%).
Nel dettaglio
Nel settore privato relativo ai macrosettori la retribuzione contrattuale orarie salgono dell’1,7%, mentre la variazione è nulla per ciò che concerne i dipendenti della pubblica amministrazione. In particolare crescono tendenzialmente del 2,9% il settore tessile, dell’abbigliamento e della lavorazione pelli, mentre registrano un aumento del 2,7% il settore chimico, comparto gomma, plastica, telecomunicazione e lavorazioni minerali. La variazione nulla invece coinvolge il settore agricolo, del credito e assicurazione e nella pubblica amministrazione.
Un terzo dei lavoratori dipendenti attende il rinnovo del contratto di lavoro (32,6%), rispetto al 37,8% di un anno fa, mentre è un sesto nel settore privato (12,3%). L’attesa di rinnovo per quelli con il contratto scaduto è in media di 27 mesi.
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