CRISI DEBITO. Una dimostrazione di solidarietà europea. I paesi dell’area euro hanno concordato di apportare 150 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale (FMI) per aiutare, indirettamente, i paesi dell’unione monetaria, flagellati dalla crisi del debito. Questo è quanto ha riportato Lunedì una fonte del governo.
Quattro paesi dell’Unione Europea non membri della zona euro, hanno accettato di contribuire allo sforzo collettivo, secondo il comunicato finale reso noto dopo la conference call dell’Eurogruppo, tenutasi ieri. La Repubblica ceca, la Danimarca, la Polonia e la Svezia metteranno mano, ciascuna, al proprio portafoglio. Il Regno Unito si è invece dimostrato riluttante.
Aiutare l’FMI, con una iniezione massiccia (e di massa) di risorse, quindi di capitali: questo l’appello lanciato Lunedì dai paesi dell’Unione europea al resto del mondo. Un’esortazione alla mobilitazione globale per accrescere e potenziare il FMI, al fine di fornirgli i mezzi necessari per sostenere l’area dell’euro, riscucchiata nella spirale della crisi. «L’UE apprezzerebbe che i membri del G20, così come gli altri paesi membri dell’FMI finanziariamente solidali, sostenessero gli sforzi per preservare la stabilità finanziaria mondiale, contribuendo ad aumentare le risorse del Fondo monetario internazionale», ha affermato il presidente della dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker in un comunicato.
«C’è un accordo per un ammontare pari a 150 miliardi dollari dei paesi della zona euro», ha detto la fonte governativa dopo la conferenza telefonica di ieri tra i ministri delle finanze dell’Unione europea, esprimendo altresì fiducia nella capacità dell’Europa nel suo insieme di raggiungere un contributo complessivo di 200 miliardi di euro, che coincide con l’obiettivo dichiarato in occasione dell’ultimo vertice UE.
L’accordo cui sono giunti i ministri delle Finanze europei definisce di fatto il contributo di ciascuno – sotto forma di prestiti bilaterali - all’accrescimento delle risorse del FMI, necessarie perché l’istituto di Washington possa, a sua volta, prestare soccorso alla zona euro, al fine di aiutarla a superare la crisi del debito.
Per quanto riguarda la Gran Bretagna, per ora il governo britannico non sembra intenzionato a unirsi agli sforzi. E temporeggia. Il paese ha infatti reso noto di voler definire il proprio contributo all’inizio del nuovo anno, nell’ambito del G20. Secondo quanto convenuto, il contributo della Germania sarà pari a 41,5 miliardi, quello della Francia a 31,4 miliardi, mentre l’Italia verserà all’istituto di Washington circa 23,48 miliardi.