Record di fallimenti per le imprese italiane nel 2011: sono state 11.615 le aziende costrette a chiudere per fallimento, ed è un dato impressionante se si pensa che in questi anni di crisi, un numero così alto non era stato neppure sfiorato. Naturalmente, le imprese a soffrire di più e a dover arrendersi sotto il giogo della crisi, sono quelle più piccole. Tra le regioni più colpite dai fallimenti la Lombardia, con ben 2.613 imprese fallite.
Le cause, secondo Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, sono «la stretta creditizia, i ritardi nei pagamenti e il forte calo della domanda interna». Se le aziende più grandi sono in grado di far fronte a queste problematiche, le piccole e medie imprese arrancano di più, fino all’inevitabile fallimento. Un dramma che tocca anche i dipendenti di queste piccole imprese: 50.000 è il numero minimo di lavoratori che si sono ritrovati disoccupati da un giorno all’altro.
E il dramma professionale si riversa anche su quello personale: sono stati infatti in molti i piccoli imprenditori che hanno deciso di togliersi la vita. «Bisogna intervenire subito e dare una risposta emergenziale a questa situazione che rischia di esplodere», ha dichiarato Bortolussi. La proposta rivolta al Governo è quella di «istituire un fondo di solidarietà che corra in aiuto a chi si trova a corto di liquidità».
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