Due mesi: questa la riduzione di pena concessa a Calisto Tanzi nel processo di secondo grado per il crack della Parmalat. La condanna a 18 anni di reclusione nel processo di primo grado è stata dunque mutata dalla Corte di Appello di Bologna a 17 anni e 10 mesi. Riduzione anche per il direttore finanziario della Parmalat Fausto Tonna (9 anni, 11 mesi e 20 giorni anziché 14 anni), l’ex direttore marketing Domenico Barili (7 anni e 8 mesi anziché 10 anni e 6 mesi) e per l’ex amministratore di Bonlat Giovanni Bonici (4 anni e 10 mesi invece di 5). Confermati i 6 anni per il commercialista di Tanzi Luciano Silingardi, mentre è stato dichiarato inammissibile l’appello per Giovanni Tanzi, che nel processo di primo grado è stato condannato a 10 anni e 6 mesi.
Parola alla difesa
«Ricorreremo in Cassazione», ha affermato Fabio Belloni, uno dei legali di Tanzi. «La sentenza è in linea per la posizione di Calisto Tanzi con le previsioni fatte. Ho notato un lavoro della Corte su alcune imputazioni, chiaramente è stato intenso e quindi dovremo necessariamente leggere la sentenza per capirne gli effetti finali. Vi è stato l’accoglimento parziale dell’appello della procura, ma con dichiarazioni di assorbimento in altri capi di imputazione. Certamente», ha concluso«, alcuni temi rimangono irrisolti e pertanto verranno devoluti alla Corte di Cassazione».
Assoluzione per l’accusa di associazione a delinquere e patteggiamento a 5 anni per bancarotta fraudolenta: è quanto era stato richiesto dalla difesa per Tanzi, ancora malato e assente al momento della lettura della sentenza, perché ricoverato al reparto detenuti dell’ospedale di Parma. «Le sue condizioni di salute sono scadute e non sono certamente buone», ha affermato Belloni, che proprio per via delle condizioni di salute del suo assistito ha chiesto gli arresti domiciliari, richiesta la cui risposta arriverà solo il 15 maggio prossimo.
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