Cosa sta succedendo in Grecia? La situazione prima dell’Eurogruppo del 24 aprile

Felice Di Maro

23/04/2015

Cosa sta succedendo in Grecia? Perché si parla di rischio di default? Ecco tutti gli eventi ad Atene che accompagnano il governo Tsipras all’Eurogruppo del 24 aprile.

Cosa sta succedendo in Grecia? La situazione prima dell’Eurogruppo del 24 aprile

Alle casse del governo greco mancano 400 milioni di euro per stipendi e pensioni dei dipendenti pubblici di aprile, il negoziato con la ex Troika (oggi Brussels Group) è bloccato e il nuovo aumento della liquidità d’emergenza (ELA) della BCE non sarà risolutivo.

Il trasferimento dei fondi del decreto denominato «rastrella cash» è ancora in sospeso mentre, sul piano delle riforme, il direttore generale del fondo salva-Stati Esm, Klaus Regling, dichiara:

Restano differenze sostanziali. Non solo non c’è un piano di riforme completo ma mancano anche dettagli sul bilancio 2015 e 2016.

Senza contare che il Governo prosegue con alcune misure costose, contrarie all’accordo del 20 febbraio, come bloccare il congelamento di alcune pensioni e l’aumento del salario minimo.

Tutte misure che fanno salire il deficit e che non vengono compensate da misure di pari valore.

Tra maggio e giugno la Grecia deve restituire 2,5 miliardi al Fondo monetario internazionale e, tra luglio e agosto, scadranno i bond in mano alla Bce per altri 6,7 miliardi.

La BCE sta continuando a garantire l’accesso delle banche alla liquidità di emergenza (ELA) e, secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, ha nuovamente aumentato il tetto portandolo a 75,5 miliardi.

E’ stata invece smentita l’indiscrezione, rivelata dal New York Times, secondo cui Francoforte avrebbe deciso per “un giro di vite” rendendo molto più costoso il ricorso all’ELA.

Al momento la fiducia nelle scelte politiche di Tsipras e del suo governo è diminuita. Più o meno un mese fa era del 72% - con un largo consenso dei cittadini favorevoli per trattative con i creditori - ma attualmente pare che sia al 45,5%: uno su quattro degli ex favorevoli ha cambiato opinione riguardo alle trattative.

Questo dato, se fosse confermato, non indicherebbe la volontà del popolo greco di uscire dall’Unione Europea e lasciare l’euro.
Ricordiamo infatti che, prima delle elezioni di gennaio 2015, i sondaggi indicavano con il 75% dei consensi di voler continuare a stare nell’UE.

I titolari delle quote dei fondi pensione hanno protestato insieme ai sindaci e i prefetti che hanno deciso di non applicare il decreto del governo che impone di versare, secondo stime, 5,5 miliardi.

Al riguardo l’Unione Centrale dei Comuni della Grecia ha preso la decisione di non versare nulla, dopo una riunione di sette ore con Dimitris Mardas, noto economista e docente presso l’Università Aristotele di Salonicco, l’attuale ministro supplente delle entrate della Grecia.

Quando il decreto arriverà alla Camera, i lavoratori si prepareranno a protestare; al momento, gruppi di anarchici già organizzano manifestazioni nel centro di Atene e decine di federazioni di sindacati e centrali regionali del lavoro hanno espresso la loro opposizione attraverso una protesta di massa il 15 aprile, proprio al cosiddetto «dialogo sociale» che il governo ha intrapreso con sindacati indicati come collaborazionisti e unioni padronali.

Nel corso della protesta sono entrati nell’edificio del Ministero e hanno denunciato proprio questo nuovo «dialogo sociale» iniziato subito dopo le elezioni del 25 gennaio. Rivendicano la restaurazione immediata dei contratti collettivi e del salario minimo a 751 € per legge, l’abolizione dei memorandum, cioè il quadro di austerity e delle sue leggi che viene imposto da Bruxelles nonché il recupero delle perdite dei posti di lavoro a causa dei già realizzati programmi di austerità con liberalizzazione e privatizzazioni.

Intanto, a pochi passi dalla sede di Syriza a Koumoundourou (Atene), alcuni profughi siriani e pakistani hanno trasformato le aiuole in un vero e proprio camping a cielo aperto sotto gli occhi dei turisti increduli.

L’ambasciatore americano ad Atene ha richiamato duramente il governo contro la nuova legge che scarcera i detenuti affetti da malattie. A quanto pare ne beneficerà il capo dei terroristi greci del famigerato gruppo 17 Novembre, Christodoulos Xiros, segnalato anche nella speciale lista dell’Fbi.

Per la prima volta, forze statunitensi e israeliane parteciperanno alle esercitazioni delle forze armate greche «INIOHOS 2015». Al riguardo il 16 aprile il Partito Comunista di Grecia (KKE) ha diffuso la seguente nota:

Il governo di Syriza-Anel, che opera nello stesso quadro del governo precedente ND-PASOK, sta avanzando verso la maggior connessione delle forze armate greche con quelle degli USA e Israele.

Da lunedi 20 fino a giovedi 30 aprile si realizzerà l’esercitazione congiunta di media scala «INIOHOS 2015», in combinazione con l’esercitazione «ASTRAPI» della marina. Questa esercitazione prevede la realizzazione di missioni complesse in tutta la FIR (regione di informazioni di volo) di Atene, con la partecipazione di un gran numero di forze aeree e navali, così come di forze di terra, mentre che per la prima volta prenderanno parte forze di paesi stranieri e, in particolare, di Israele e USA.

L’esercitazione è connessa all’intento insidioso della borghesia di migliorare la sua posizione a livello geo-strategico attraverso lo sviluppo della cooperazione con gli USA e Israele. Si prevede poi una maggiore implicazione delle forze armate greche nei piani imperialisti nel Medio Oriente e Nord Africa.

Si evidenzia nella pratica che i festeggiamenti, a cui hanno partecipato varie forze della sinistra e anche comuniste in occasione della vittoria elettorale di Syriza, comprese forze del Medio Oriente, erano sbagliati.

La Grecia è importante a vari livelli, però su quello economico-finanziario per l’alleggerimento del debito sovrano non offre garanzie in quanto i suoi bond hanno rating CCC+ e sta rischiando il default.

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