Corte dei conti: la spending review? Un “parziale insuccesso”

Laura Botti

18 Febbraio 2016 - 14:05

All’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016 il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri ha commentato la spending review del governo Renzi definendola un “parziale insuccesso”.

Corte dei conti: la spending review? Un “parziale insuccesso”

Il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri, all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016, ha bocciato la spending review del governo Renzi definendola un “parziale insuccesso”.

Secondo Squitieri il piano di revisione della spesa di Palazzo Chigi, pilastro della politica economica renziana, ha avuto ricadute negative per i servizi ai cittadini. Il taglio alla spesa, ha spiegato il presidente della Corte dei conti, non è derivato solo da interventi di razionalizzazione e di efficienza quanto piuttosto da “operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività”.

Nei prossimi anni, ha continuato Squitieri, “i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero riverlarsi limitati, anche in considerazione dei risultati importanti già conseguiti dopo l’avvio della crisi economica internazionale”. Ciò significa che “il profilo programmatico di riequilibrio della finanze pubbliche resta impegnativo”.

Corte dei conti: interventi pubblici per la ripresa economica

Secondo Squitieri, per rafforzare la ripresa economica dell’Italia uscita dalla crisi ma ancora caratterizzata da una crescita debole, bisogna recuperare “adeguati livelli di intervento pubblico nel campo delle opere” e livelli di investimenti tali da poter rispettare la clausola europea richiesta dal governo.

Rivolgendosi al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, e al ministro dei Trasporti Graziano Delrio il presidente della Corte ha sostenuto che gli interventi pubblici sono necessari “per ottenere adeguati livelli di crescita”, in modo tale da riassorbire “un ritardo nelle dotazioni infrastrutturali che rischia di incidere sul potenziale competitivo del Paese”.

Corte dei conti: margini di flessibilità per la riduzione del deficit pubblico

Il presidente della Corte dei conti ha anche commentato i margini di flessibilità che nelle ultime settimane sono stati oggetto di scontro tra il presidente del consiglio Matteo Renzi e i vertici dell’Unione europea.

I margini di flessibilità acquisiti in sede europea sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016″, ha affermato Squitieri. Questa scelta politica, ancora in attesa dell’approvazione di Bruxelles, ha permesso di mantenere “il profilo discendente del deficit dei conti pubblici” che, tuttavia, “assume una cadenza più rallentata restando, comunque, al di sotto della soglia del 3%

SONDAGGIO