Coronavirus: scontro Italia-Romania e Made in Italy a rischio

La Romania ha imposto la quarantena agli operai in arrivo dall’Italia, mettendo in difficoltà l’agroalimentare del Belpaese. L’allarme del Presidente Coldiretti: “Barriere ingiustificate e danni economici”

Coronavirus: scontro Italia-Romania e Made in Italy a rischio

Scontro duro anche se indiretto quello di scena nelle ultime ore sull’asse Italia-Romania, a seguito della decisione del governo di Bucarest di imporre la quarantena ai suoi cittadini provenienti da Lombardia e Veneto, sulla scia dell’epidemia di coronavirus.

Una decisione che ha messo immediatamente in allarme la Coldiretti, che ha espresso tutta la sua contrarietà alla misura e tutti i rischi che ne derivano tramite le parole del presidente, Ettore Prandini.

Va infatti chiarito che la comunità rumena ha una presenza massiccia nelle regioni del Nord, e garantisce al territorio oltre centomila lavoratori a livello nazionale. Il blocco imposto da Bucarest rappresenta quindi in molti casi un grave ostacolo al comparto agroalimentare e non solo.

Per Prandini il tutto deriva da una misura “unilaterale, anti-europea e anti-italiana”, che non rispetta il quadro comunitario.

Coronavirus: scontro Italia-Romania e Made in Italy a rischio

L’allarme della Coldiretti, a cui ha fatto da megafono il suo presidente, Ettore Prandini, è arrivato durante l’incontro odierno dell’associazione con il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

In quest’ambito è stata inquadrata la decisione presa dal ministero della Sanità di Bucarest, che obbliga le persone che arrivano in Romania da Veneto e Lombardia a una quarantena di 14 giorni.

I viaggiatori vengono intercettati negli aeroporti da squadre sanitarie e indirizzati quindi verso la misura di sicurezza. Così molti dei cittadini rumeni impiegati lavorativamente in Italia hanno dovuto interrompere il lavoro sul territorio, con tutte le relative perdite e difficoltà che questo comporta.

Lo ha sottolineato con forza Prandini, ricordando che circa un quarto del Made in Italy agroalimentare è frutto del lavoro di stranieri, con la comunità rumena di lavoratori agricoli che è la più presente in Italia, contando 107.591 occupati.

Per questo l’ostacolo posto da Bucarest rappresenta per la Coldiretti una “barriera ingiustificata”, che rischia di portare seri danni economici:

“Occorre un intervento sul piano nazionale e comunitario per evitare che vengano poste ingiustificate barriere alla circolazione dei lavoratori e delle merci, con decisioni estemporanee delle autorità di Paesi comunitari; in questo modo si generano non solo grande insicurezza, ma anche danni economici e occupazionali. L’emergenza coronavirus sta purtroppo impattando in modo sostanziale sulle attività delle imprese.”

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