Confindustria, Abi, Ania e Alleanza Cooperative: «Meglio il nulla che una cattiva riforma»

Daniele Sforza

4 Aprile 2012 - 16:20

Confindustria, Abi, Ania e Alleanza Cooperative: «Meglio il nulla che una cattiva riforma»

Siamo ormai giunti alle note conclusive sulla tanto agognata, sudata, sofferta e discussa riforma del lavoro, e il coro stavolta si alza non dai sindacati né dai lavoratori, bensì dalle associazioni degli imprenditori. Il sunto, espresso da Abi, Alleanza Cooperative, Ania e Confindustria, è brevemente questo: «Meglio non fare nessuna riforma che una cattiva riforma». L’indignazione è stata causata dalle indicazioni sulle eventuali modifiche sulla riforma, specialmente per ciò che che riguarda l’articolo 18.

Nella nota divulgata dalle rappresentanze imprenditoriali, infatti, si legge: «L’impianto complessivo della riforma già irrigidisce il mercasto del lavoro riducendo la flessibilità in entrata e abolendo, seppur gradualmente, l’indennità di mobilità, strumento importante per le ristrutturazioni aziendali. Queste maggiori rigidità trovavano un logico bilanciamento nella nuova disciplina delle flessibilità in uscita».

La controversia è tutta sulle eventuali modifiche, come si continua a leggere nella nota: «Le modifiche che oggi vengono prospettate sulla stampa vanificano il difficile equilibrio raggiunto e rischiano di determinare, nel loro complesso, un arretramento piuttosto che un miglioramento del nostro mercato del lavoro e delle condizioni di competitività delle imprese, rendendo più difficili le assunzioni. Tra queste modifiche risultano inaccettabili, in particolare, la diversa disciplina per i licenziamenti di natura economica e quella che va complessivamente configurandosi per i contratti a termine, specie per quelli aventi carattere stagionale. Se queste notizie dovessero trovare conferma non può che ribadirsi che al Paese serve una buona riforma e che, piuttosto che una cattiva riforma, è meglio non fare alcuna riforma».

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