Concorso Ispettori di Polizia: gli errori di chi adesso è in servizio

Simone Micocci

05/10/2017

05/10/2017 - 16:11

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Continua la polemica in merito ai presunti brogli nel concorso per Vice-Ispettori della Polizia di Stato: gli errori dei candidati vincitori pubblicati sul web.

Il concorso per Ispettori di Polizia del 2014 sta facendo molto discutere in queste ore, dopo che sul web sono state pubblicate alcune parti degli elaborati dei candidati alla selezione.

Tra gli agenti di polizia poi risultati vincitori del concorso, infatti, ce ne sono alcuni che hanno commesso dei macroscopici errori di grammatica. Ma niente in confronto a coloro che hanno commesso degli errori di tipo normativo, come il poliziotto convinto del fatto che si possa sparare ad un rapinatore in fuga “colpendolo alle gambe”.

Questi errori non fanno che confermare i sospetti che ci furono nei giorni successivi all’uscita della graduatoria del concorso, quando più di 20mila candidati esclusi presentarono ricorso. Lo stesso Franco Gabrielli - capo della Polizia di Stato - ha definito questo concorso come un “papocchio” dichiarando di voler “annullare il concorso” e “togliere la qualifica di agente” a chi ha commesso determinati errori.

Alla fine però il concorso non è stato annullato, tant’è che da settembre 2017 i vincitori hanno iniziato il corso da vice-ispettore nelle caserme dislocate in tutta Italia.

Eppure la dimostrazione che il concorso non si sia svolto nella maniera corretta è sotto gli occhi di tutti: com’è possibile infatti che venga ammesso al corso da vice-ispettore un candidato convinto che si vada a capo troncando il termine “fondamentale” in “fondame-ntale”?

È tutto scritto nero su bianco, eppure a questi candidati è stata data la possibilità di iniziare una carriera dirigenziale nella Polizia di Stato.

La storia del concorso “truffa”

Prima di vedere alcuni errori commessi da alcuni futuri ispettori della Polizia di Stato torniamo indietro al 2014, quando è stato bandito il concorso per il reclutamento di 1.400 vice ispettori per far fronte alla carenza di personale.

Per la prova scritta venne scelto un elaborato di diritto penale, con la traccia “Struttura del reato, cause di giustificazione, l’esercizio del diritto, l’adempimento del dovere e l’uso legittimo delle armi”. Superano la prova 2.217 candidati su un totale di 7mila (in 22mila si erano presentati alla prova preselettiva), ma ciò che incuriosisce è che più di 1.400 di loro ci siano riusciti con lo stesso punteggio.

Già per questo motivo molti esclusi presentarono ricorso, ma il TAR del Lazio decise di aspettare le altre pronunce sul merito prima di esprimersi a riguardo. Il tribunale amministrativo in quell’occasione ribadì anche l’intangibilità della “discrezionalità tecnica” della commissione che ha valutato gli elaborati; in sostanza per i giudici non è possibile dimostrare delle eventuali anomalie.

Ma il Capo della Polizia Gabrielli sembra essere dalla parte dei ricorrenti, tant’è che annuncia una nuova correzione degli elaborati effettuata da una commissione ad hoc presieduta dall’allora vice capo della Polizia. La correzione conferma la presenza di anomalie, tant’è che Gabrielli valuta l’annullamento del concorso.

Il concorso alla fine non viene annullato e in più non c’è stata la riammissione del 66% dei ricorrenti come promesso dal Capo della Polizia. La commissione esaminatrice, infatti, decide di non provvedere ad una “rivalutazione degli elaborati” confermando l’esclusione dei candidati ricorrenti.

L’iter concorsuale quindi va avanti tant’è che il 12 giugno viene pubblicata la graduatoria dei vincitori nonostante diverse interrogazioni parlamentari presentate dalle forze dell’opposizione. Un concorso che per Gabrielli “è la sommatoria di tutto quello che non si deve fare”, eppure il corso è iniziato e tra gli aspiranti vice-ispettori ci sono figure palesemente inadatte, come dimostrato dagli errori dei loro elaborati.

Concorso Ispettori di Polizia: “l’ignoranza” dei vincitori

Di fronte a certi errori non possiamo che parlare di “ignoranza”. Negli elaborati dei vincitori, infatti, sono presenti errori grammaticali come “perquotere”, “endicap” o “ammenta”.

C’è poi chi cita il latino tanto per sentito dire, tant’è che l’espressione “extrema ratio” viene riportata come “estrema orazio”. E non mancano i termini inventati, come “l’ascriminante”.

Ancora più gravi, se possibile, gli errori di contenuto. Ad esempio un candidato nel dare una definizione del termine “omicidio” si è espresso in questo modo:

“Un soggetto che deve uccidere una persona con la pistola, il soggetto per uccidere, deve materialmente, oltre che avere una condotta commissiva nel puntare la pistola con l’intenzione di sparare, affinché avvenga l’evento morte si deve verificare lo sparo”.

C’è poi il poliziotto convinto della legittimità di sparare alle gambe di un ladro, così da impedirne la fuga, e altri che confondono reato e pena. E come se non bastasse ci sono degli elaborati con parti copiate palesemente da Internet.

Insomma di motivazioni per annullare il concorso ce ne sono parecchie, eppure questo non è ancora avvenuto. Speriamo che l’amministrazione si ravveda e torni sui suoi passi; in caso contrario sarà anch’essa colpevole per aver chiuso gli occhi di fronte ad una serie di evidenti brogli.

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