Quanto costa (e chi paga) il concerto del Primo Maggio?

Alessandro Cipolla

04/05/2021

07/07/2021 - 17:41

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Non sono mancate le polemiche sul concerto del Primo Maggio, compresa quella immancabile sulle spese: ecco i costi e chi paga per l’evento.

Si sono spente le luci del palco che ha ospitato il concerto del Primo Maggio, traslocato nelle ultime due edizioni all’Auditorium a causa dell’emergenza Covid, ma ancora non si smorzano gli echi delle polemiche che si sono venute a creare.

Tutto ruota attorno alle parole pronunciate da Fedez, che sul palco del Concertone ha fatto nomi e cognomi dei dirigenti Rai che avrebbero tentato di censurare le sue parole in merito alla legge Zan.

Una vicenda che ha creato un autentico tsunami che, immancabilmente, ha coinvolto anche il mondo della politica. Tirata in balla direttamente dalle parole di Fedez, la Lega ha puntato il dito sui costi del concerto del Primo Maggio.

Il concerto del Primo Maggio

Dal 1990 il “Concertone” è ormai un evento fisso delle celebrazioni del 1 maggio a Roma. Organizzato dalle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, fin da subito si è imposto come uno degli appuntamenti musicali, oltre che sociali, più importanti del nostro paese.

Grazie anche alla diretta televisiva e al calibro degli artisti presenti, basti pensare che nell’edizione del 1993 oltre ai nostrani De Andrè, Ligabue e Litfiba, salirono sul palco di San Giovanni anche Robert Plant e gli Iron Maiden, la kermesse è cresciuta sempre più.

L’apice senza dubbio si è toccato nel 2006, quando più di un milione di persone assistettero al concerto grazie a ospiti come Pino Daniele, Skin e Ligabue. Folla oceanica anche ogni volta che si è esibito anche Vasco Rossi oppure nel 2002 quando arrivarono a Roma gli Oasis.

La crisi però ha morso le caviglie anche del concerto del Primo Maggio, con le ultime edizioni che non hanno più visto la presenza di nomi altisonanti specie internazionali.

I costi e chi paga

Quando si parla dei costi del concerto del Primo Maggio si deve fare un distinguo tra la storica location di Piazza San Giovanni e quella dell’Auditorium, che ha ospitato le ultime due edizioni: causa Covid, nel 2021 stati ammessi soltanto 500 spettatori.

Per quanto riguarda l’ultima edizione, Matteo Salvini con un tweet ha scritto che “il ’Concertone’ costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi ’de sinistra’ sarebbero fuori luogo”.

Altri esponenti della Lega hanno invece chiesto se i costi totali alla fine siano stati di 600.000 euro, oltre a chiedere lumi sul rapporto con iCompany, la società che da anni si occupa dell’organizzazione.

Durante le edizioni a San Giovani solitamente la spesa complessiva è oscillata tra gli 800.000 e i 900.000 euro. La domanda quindi sorge spontanea: chi paga per l’organizzazione della kermesse? Come detto prima, l’evento è promosso da Cgil, Cisl e Uil, mentre l’organizzazione come detto è affidata a iCompany.

Buona parte delle spese (sui 500.000 euro) sono coperte dalla RAI che, sia in video su Rai Tre che sulle frequenze di Radio Due, trasmette in diretta tutto il concerto che in pratica vede la propria scaletta ritagliata in base alle esigenze della rete, con tanto di pausa per il telegiornale.

La cifra mancante viene garantita dagli sponsor. Per questa edizione del 2021, i main sponsor sono Eni, Intesa e Unipol, ma sono decine le aziende che non faranno mancare il loro supporto.

C’è da dire poi che molti artisti accettano di esibirsi praticamente gratis, visto che percepiscono soltanto un rimborso spese. Ci sono però anche tutta un’altra serie di costi che derivano dallo svolgimento dell’evento.

Il Comune di Roma tra spese di trasporto, di pulizia, di soccorso e sicurezza, deve spendere per ogni edizione “tradizionale” quasi 250.000 euro. Sotto l’amministrazione Alemanno nacque una querelle con gli organizzatori, visto che i sindacati alla fine non si facevano carico di questi costi.

La ricerca di sempre maggiori main sponsor alla fine dovrebbe aver risolto questa problematica. In sostanza, si può dire che il concerto del Primo Maggio si finanzia da solo, portando anche grandi benefici economici alla città di Roma vista la gran folla che, prima del Covid, per ogni edizione si mobilita per l’evento.

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