Nonostante lo scenario di crisi economica perdurante in Italia, che spinge molte famiglie a disfarsi di oro e gioielli, i Compro Oro sono in caduta libera. Vediamo perché
Dopo il clamoroso boom, ecco che arriva anche l’inevitabile declino. Il Compro Oro, business che ha costruito le sue fortune sullo spettacolare rialzo del metallo prezioso nel primo decennio del secolo, sta attraversando una fase di profonda crisi dopo che lo scorso anno il prezzo dell’oro sui mercati internazionali è diminuito quasi del 30%, registrando la peggiore performance dal 1981.
Nonostante la crisi economica perdurante in Italia, che favorisce senza dubbio questo settore, per i Compro Oro è arrivata la mazzata del crollo dell’oro, che a inizio mese è tornato a sfiorare quota 1.180$ l’oncia.
Secondo l’Aira – Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio – la caduta del settore dei Compro Oro è stimabile nell’ordine del 30-40%. Il presidente e fondatore di Aira, Ranieri Razzante, ha dichiarato che la forte riduzione degli operatori in questo business è dovuta sia alla discesa dei prezzi del metallo prezioso sia alla riduzione delle scorte di oro presenti nelle case degli italiani.
Intervistato da Plus24 de Il Sole-24 Ore, Razzante ha ricordato poi che un altro elemento penalizzante per il settore è stato il significativo incremento dei controlli che ha scoraggiato numerose attività che operavano al limite della legalità.
Il presidente di Aira non appare particolarmente sorpreso dal tasso di estinzione degli operatori calcolato nell’ultimo anno. Infatti non bisogna dimenticare che, per mantenere un minimo di redditività, i Compro Oro sono costretti ad avere un giro d’affari di grosse dimensioni, altrimenti i margini di profitto sono praticamente nulli o addirittura negativi.
Secondo l’Aira in futuro avverrà un ulteriore diminuzione degli operatori, anche in vista di controlli sempre più severi a tutela dei clienti. Se passerà un disegno di legge, attualmente all’esame della commissione Industria del Senato, i Compro Oro dovranno trasformarsi da negozianti a professionisti, sostenendo tra l’altro un esame e iscrivendosi a un registro tenuto dalle Camere di commercio.