Come affittare una camera su Airbnb e cosa rischia chi evade?

Gli affitti brevi su Airbnb sono ancora oggetto di indagine da parte del Fisco dopo i risultati negativi della tassa per contrastare l’evasione.

Come affittare una camera su Airbnb e cosa rischia chi evade?

Airbnb ed il Fisco, lotta contro chi evade che ancora non dà i risultati sperati. Per le piattaforme di affitto breve, come anche Booking, e che agiscono come intermediari, c’è una norma definita cedolare secca del 21%. Una tassa che lo scorso anno si stimava potesse portare una entrata di 250 milioni di euro e che invece ha avuto numeri ben al di sotto delle attese.

Quali sono i numeri ad oggi dell’evasione fiscale e come si può fare in modo di porle un freno? Iniziamo a parlare di come si può inserire in affitto una camera o un alloggio su Airbnb senza incorrere in eventuali sanzioni.

Come essere in regola quando si affitta una camera?

Secondo la normativa vigente il regolamento per chi affitta una stanza o un appartamento varia da città a città ma ha una base comune da dover compiere. Come primo step occorre dare le specifiche del luogo affittato attraverso il sito web Impresa un giorno del Governo italiano. Qui si effettua uan comunicazione alla Regione di competenza tramite moduli per la pratica Suap, ovvero sportello unico delle attività produttive.

Prima dell’affitto bisogna informarsi con il Comune in cui si affitta l’immobile o la camera per la tassa di soggiorno. Occorrerà, al termine del periodo in cui alloggia l’ospite, ritirare la tassa di soggiorno. Questa è variabile a seconda del comune e deve essere versata a livello mensile o trimestrale sempre a discrezione dei vari comuni. Per informarsi su questa tipologia di tassa di soggiorno e le modalità del proprio Comune occorre comunicare direttamente con gli uffici adibiti della propria zona.

Infine c’è bisogno di una comunicazione alla Questura: sul sito alloggiatiweb.poliziadistato.it andranno sempre inseriti, entro le 24 ore successive all’arrivo, i dati degli ospiti con le generalità del caso. E’ una pratica obbligatoria, che se non viene rispettata rischia di portare ad una sanzione penale. Arrivati a questo punto c’è il semaforo verde per la pubblicazione di un annuncio di affitto.

I numeri dell’evasione fiscale degli appartamenti affittati per le vacanze in Italia

Per lo Stato italiano sono arrivati appena 44 milioni di euro, nel primo anno di applicazione della «tassa Airbnb». L’intento di questa ultima era frenare l’evasione devastante per il mercato degli albergatori come per l’economia.
Chi si è adeguato a questa normativa? Secondo i numeri delle dichiarazioni dei redditi del 2018, ad adeguarsi alla norma sono stati solo 7200 contribuenti. Con questi risultati ora bisognerà cambiare regole per frenare l’evasione continua.

Il Fisco come farà a scovare i furbetti che non pagano le tasse sugli affitti brevi? Come è stato definito dal decreto crescita il Fisco potrà accedere alla banca dati degli alloggiati web della Polizia. Qui sono presenti coloro i quali ospitano ed affittano su siti come Airbnb appunto e Booking ma anche Home Away e che hanno comunicato le generalità degli inquilini. Questa dichiarazione è obbligatoria entro le 24 ore successive all’arrivo di un ospite o il giorno stesso nel caso in cui resti solo una notte.

Cosa potrà fare lo Stato? Incrocerà i dati ottenuti in questo modo con le dichiarazioni dei redditi ed il pagamento della tassa cedolare al 21%. Il problema è il numero di appartamenti che si sono effettivamente registrati: ce ne sono soltanto 200mila contro i quasi 400mila iscritti su Airbnb (per un totale di 1,5 milioni di posti per dormire).

Cosa rischia chi affitta la casa?

Chiunque inserisce un appartamento, una camera da affittare per degli ospiti, anche soltanto per una notte, e non procede all’invio dei dati sopra citati da dichiarare alla Polizia tramite il form adibito per gli host, rischia una pena veramente importante e severa. Per contrastare l’evasione il decreto legislativo prevede una pena che arriva fino all’arresto (per un massimo di tre mesi) per chi non dichiara i dati degli ospiti alla questura, o una multa di cifre variabili fino ad un tetto massimo di circa 200 euro per altri tipi di reati.

I numeri dell’evasione per le piattaforme Booking ed Airbnb

Se abbiamo visto come Google ed Amazon paghino meno tasse rispetto alle previsioni, Airbnb e Booking portano invece ad una evasione fiscale da parte delle strutture veramente incredibile.
Booking ha raggiunto un record per lo Stato italiano: 350 miliardi di euro evasi dal 2013 all’anno in corso. Aibnb, che sul proprio sito web ha un totale di 3,7 milioni circa di strutture registrate tra camere, appartamenti ed altre, ha fatto registrare perdite economiche relative a mancate entrate da tasse di circa 6,3 milioni di euro.

Iscriviti alla newsletter Notizie e Approfondimenti per ricevere le news su Airbnb

Argomenti:

Airbnb Italia

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.