Così come dopo Natale si rincorrono gli ultimi panettoni e pandori, il copione non cambia dopo le festività pasquali, ed è corsa ai «saldi» per le uova di Pasqua e le colombe rimaste nei supermercati a prezzi esageratamente scontati. Le scorte di dolciumi pasquali infatti hanno registrato un considerevole aumento rispetto all’anno scorso, complice anche il calo di acquisti effettuato quest’anno per colpa della crisi finanziaria.
Non solo uova e colombe, tuttavia: come afferma la Coldiretti, anche il salame corallina e l’agnello aspettano i consumatori a prezzi stracciati.
«In questo momento è molto conveniente acquistare anche la carne di agnello i cui consumi sono concentrati nel periodo pasquale». Il rischio è quello che la maggior parte della carne di agnello venga importata dai paesi dell’est e spacciata come «made in Italy», ma la Coldiretti avvisa di acquistare solo carne certificata come l’agnello di Sardegna Igp, l’abbacchio Romano Igp, l’agnello dell’Appennino del Centro Italia Igp, o ancora l’agnello lucano, quello toscano e quello di Pomarance.
Chi ha risparmiato per le festività di Pasqua, dunque, potrà rifarsi sotto ora, quando i cibi tipicamente si vendono praticamente a prezzi più che ragionevoli (fino ad arrivare ai 2 o agli 1 euro per le uova di cioccolata di marca e non). Il calo della spesa registrato quest’anno infatti è stato pari a 1,2 miliardi di euro (-7% rispetto a Pasqua 2011), con 8 italiani su 10 che hanno preferito passare le feste a casa di amici o parenti ed evitare ristoranti o altre località di villeggiatura. Anche le vacanze si sono fatte più brevi rispetto agli anni scorsi, quando l’esodo cominciava da venerdì santo. In molti, infatti, si sono mossi per le strade direttamente la domenica di Pasqua.
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