Il canto delle sirene tecnologiche ha convinto la popolazione di poter usufruire solo ed esclusivamente al lato splendente dell’innovazione: comodità, velocità, progresso.
Invece, la tecnologia sta facendo sempre più spesso da “stampella” di un processo volto ad aumentare controllo sociale, sorveglianza tecnologica e automazione a discapito della collettività. Sposandosi anche con un motto tanto caro al Grande Reset e al World Economic Forum: «Non avrai nulla e sarai felice».
Così, lo slogan neopauperista sta abituando sempre di più i cittadini a usufruire della sharing economy e a scapito del possesso dei beni materiali. Mentre il pagamento a rate, entrato ormai come consuetudine nelle modalità di acquisti di massa, ha reso compulsivi gli acquisti, anche al di sopra delle possibilità del singolo. La rateizzazione sta mostrando un rovescio della medaglia. Una sempre più severa attenzione al recupero crediti.
Un inconsueto brevetto per la Ford
L’ultima frontiera del pignoramento passa per un brevetto registrato il mese scorso da Ford negli Stati Uniti che sembra uscito da un film distopico. Nome del brevetto: Systems and Methods to Repossess a Vehicle («Sistemi e metodi per rientrare in possesso di un veicolo»). E già il nome è tutto un programma.
Il brevetto della nota casa automobilistica statunitense consentirebbe, se installato sul sistema della vettura, di autopignorare la stessa, senza che il proprietario possa fare nulla per impedirlo. Insomma, se il proprietario finisce nel mirino della banca, o del venditore dell’auto, di punto in bianco, la vettura si ferma, perché da remoto arriva un segnale di blocco che blocca il motore da remoto.
Ricapitolando. Nel brevetto sono elencate alcune di queste nuove, future, possibili funzioni: il cliente moroso potrebbe ritrovarsi incapace di accendere l’autoradio oppure l’aria condizionata. Nei casi di morosità grave, prolungata o reiterata, si potrebbe arrivare anche a misure estreme: le portiere della macchina si chiudono e non si riaprono più fino a quando il proprietario non ha sistemato la sua posizione creditizia.
Ma non finisce qui.
E se la guida è autonoma... l’auto torna in concessionaria
Nel caso di automobili dotate di sistemi intelligenti di guida autonoma, potrebbe addirittura arrivare l’input a spostarsi in un punto di recupero: le auto più tecnologicamente avanzate potrebbero quindi chiudere fuori il proprietario e abbandonarlo per la strada, tornandosene da sole in concessionaria o dal carro attrezzi.
Contattata da Ars Technica, l’azienda ha fatto sapere che non ha, per il momento, l’intenzione di sviluppare davvero nessuna di queste nuove funzioni. Ma allora perché avete registrato il brevetto, ha chiesto il giornalista Jonathan M. Gitlin? «Registriamo un sacco di brevetti, ma questo non vuol dire per forza che quei brevetti diventeranno nuovi prodotti», è stata la risposta sibillina e non proprio convincente della casa automobilistica.
Insomma, i cattivi pagatori sono avvisati. Nel loro futuro potrebbero essere costretti a fare lunghi viaggi senza aria condizionata o, addirittura, rimanere a piedi.