Bill Gross: scappate dall’azionario. Tutto su oro, terreni e case

Flavia Provenzani

6 Agosto 2016 - 09:00

Bill Gross: via dall’azionario, puntate su beni reali come oro, immobili e terreni. Le valutazioni su bond e azioni sono gonfiate.

Bill Gross: scappate dall’azionario. Tutto su oro, terreni e case

Bill Gross, tra i gestori di fondi più famosi al mondo, avverte gli investitori: puntate su oro e mercato immobiliare ed evitate il mercato azionario e obbligazionario perché i prezzi attuali sono gonfiati.

«Non mi piacciono le obbligazioni; non mi piace la maggior parte delle azioni; non mi piace il private equity», ha commentato Gross, che gestisce il il Janus Global Bond Fund Unconstrained per un totale di $1.5 miliardi.

«Gli asset reali come i terreni, l’oro, impianti e attrezzature tangibili con uno sconto fatto parte delle categorie di asset preferite».

La view di Gross fa eco eco preoccupazioni espresse da altri manager tra cui Tad Rivelle del Gruppo TCW e di Howard Marks della Oaktree Capital Group LLC secondo cui le azioni hanno ormai raggiunto livelli record e i rendimenti dei bond sono scesi ai minimi storici a causa della lenta crescita economica.

«Vendete tutto»,

ha detto di Jeffrey Gundlach della DoubleLine Capital a Reuters la scorsa settimana.

«Nulla sembra buono».

Bill Gross: comprate oro e immobili

Ciò che è ancora buono da comprare è ciò che le banche centrali ancora non hanno iniziano ad acquistare, ha commentato Gross mercoledì in un’intervista alla Bloomberg Television.

«Le banche centrali non hanno comprato molto oro», ha detto. «Non hanno acquistato immobili fino ad oggi».

Il fondo di Gross ha restituito il 3,9 per cento quest’anno al 2 agosto, superando il 68 per cento dei fondi monitorati da Bloomberg. I suoi investimenti più grandi al 30 giugno includevano azioni SABMiller, obbligazioni di Ally Financial e Ford Motor Credit Co. e debito sovrano di Messico e Argentina.

Il fondo, con circa la metà della sua portata proveniente dal patrimonio personale di Gross, ha guadagnato il 3 per cento dal suo arrivo nell’ottobre 2014, dopo aver lasciato la Pacific Investment Management Co.

I segnali di allarme sul mercato azionario e obbligazionario si fanno sempre più forti.

Ad oggi le tempistiche del mercato sono difficili e pericolose.

Parte del problema è che, dopo aver venduto, si deve decidere quando comprare di di nuovo e tornare sul mercato. Gli investitori più prudente tendono tendono ad aspettare e a perdere la maggior parte dei rimbalzo. Ma quella liquidità generata dalla vendita che fine fa?

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