Il prezzo del petrolio è sceso sotto lo zero, dando spazio al libero pensiero per cui, ora, potremmo tutti avere la benzina gratis.
Ciò che è accaduto di recente sul mercato petrolifero ha sconvolto il settore: per la prima volta nella storia un contratto future sul crude oil è sceso sotto lo zero soprattutto a causa del peso dell’eccessiva produzione e della scarsità di spazio per lo stoccaggio. La quotazione è arrivata addirittura a tocca quota -37 dollari al barile, una situazione a dir poco paradossale.

Ma perché allora, se il petrolio è sceso in territorio negativo, non crolla anche il prezzo della benzina, rendendo realtà il “sogno” di fare il pieno gratis?

Benzina gratis grazie al crollo del petrolio?

Intanto, ricapitoliamo quanto successo: nella serata di lunedì il prezzo del contratto future sul crude oil - il greggio statunitense - con consegna a maggio e scadenza oggi è sceso in territorio negativo fino a toccare quota -37,63 dollari al barile, comportando il fatto che chi vede è costretto a pagare chi compra purché si prenda i barili di petrolio acquistati, liberando così lo spazio dello stoccaggio.

Quanto sta succedendo sul mercato del petrolio non rappresenta una situazione di normalità. Nonostante il crollo del crude oil sotto lo zero, il contratto sulla gasoline, ovvero la benzina verde, ha chiuso la sessione di lunedì a 0,6683 dollari al gallone.
Non è quindi possibile che il prezzo della benzina e di altri carburanti si allontanino eccessivamente dalle quotazioni attuali.

Secondo i dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico, a marzo 2020 il prezzo medio della benzina è stato di 1,4865 euro al litro, quello del gasolio di 1,3782 euro al litro, 0,6170 euro al litro, invece, il costo del GPL.

Questo perché sul costo dei carburanti incidono anche le ben note accise: sulla benzina al momento si pagano circa 0,7284 centesimi di accise e 0,2680 centesimi di IVA; sul gasolio le accise ammontano a 0,6174 e l’IVA a 0,2485; sul GPL si pagano rispettivamente 0,1472 d’accisa e 0,1112 di IVA (Dati marzo 2020, MISE).

Il seguente grafico mostra l’andamento del prezzo medio della benzina per litro dal 1996 ad oggi:

Da qui possiamo notare che il costo del carburante è in leggero calo rispetto agli ultimi mesi del 2019, ma anche che il prezzo della benzina è ben lontano dal raggiungere lo zero e, con una certa fiducia, possiamo dire che non vi arriverà mai, dato il peso di accise e IVA.

Gli altri motivi per cui la benzina non può essere gratuita

È opportuno poi sottolineare che il prezzo della nostra benzina non è calcolato sul crude oil, ovvero il greggio WTI, ma su quello del Brent, benchmark con una correlazione con il primo ma che è libero di viaggiare su quotazioni diverse. Questo attualmente viaggia a 21,50 dollari al barile.

Parlando ancora di “influenza”, l’andamento dei mercati finanziari petroliferi non l’unico fattore che va ad agire prepotentemente sulle dinamiche dei prezzi impostati dalle stazioni di servizio. Anch’esse, come la gran parte delle aziende in questo momento, sta subendo le conseguenze della crisi economica legata al coronavirus e delle relative misure restrittive imposte dal governo.

Meno spostamenti, meno necessità di fare il pieno, meno richiesta di benzina e e gasolio nelle stazioni di servizio, che continuano ad avere alti costi di gestione. Per questo motivo, sì, il prezzo della benzina potrà scendere ancora di qualche centesimo, ma non può di certo scendere verso lo zero senza mandare al collasso l’intero sistema di distribuzione al cliente finale.