Banche centrali aumentano le riserve d’oro

Nicola D’Antuono

25/04/2012

Banche centrali aumentano le riserve d’oro

In un contesto di forte incertezza sui mercati finanziari, a causa della crisi del debito sovrano nella zona euro (che ora potrebbe ben presto allargarsi alla sfera politica in numerosi paesi), le banche centrali stanno incrementando le loro riserve d’oro per far fronte ad eventuali crolli futuri di borse, titoli di stato e monete. Tra i maggiori acquirenti di metallo giallo c’è la Russia, uno dei paesi con il debito pubblico più basso al mondo, nonostante la mossa a sorpresa di febbraio scorso che vide la diminuzione delle riserve auree per la prima volta dal 2007.

A marzo Mosca ha portato le sue riserve d’oro a 895,75 tonnellate. E’ boom di acquisti anche per il Messico, che già lo scorso anno aveva fatto incetta di metallo giallo. Le riserve della banca centrale messicana sono aumentate a 122,58 tonnellate. A marzo hanno rimpinguato i loro forzieri d’oro anche le banche centrali di Turchia, Kazakhstan, Tajikistan, Ucraina, Grecia, Mongolia e Bielorussia. Gli acquisti fin qui sono stati effettuati con i prezzi in discesa, visto che il prezzo dell’oro è in continuo calo al Comex da fine febbraio scorso quando raggiunse area 1.790$ l’oncia.

C’è anche chi ha sbagliato decisamente timing per comprare oro. Si tratta dell’Argentina che ha fatta incetta di metallo giallo lo scorso settembre 2011, quando i prezzi erano sui top assoluti di area 1.920$ l’oncia. Buenos Aires deve però fare i conti con lo spettro dell’inflazione, che viaggia intorno al 10%, e che in passato ha già messo in ginocchio il paese come nella crisi del 1989. Al momento l’oro quota intorno a 1.640$ l’oncia, ma lo scorso 4 aprile è sceso fino a 1612.6$ l’oncia.