Primi effetti positivi sull’economia italiana, ma ci vorrà ancora tempo per confermare il trend, a quanto afferma Anna Maria Tarantola, vice direttore generale della Banca d’Italia, in occasione del 3° Forum Banca & Impresa. Di sicuro, a evitare scenari più cupi e negativi, fondamentale è stato l’apporto della Banca Centrale Europea.
L’aiuto della BCE
Come ha spiegato Tarantola, «La situazione delle banche italiane è ancora di sostanziale stabilità e la struttura resta solida, essendo anche correlata con la situazione patrimoniale che è migliorata notevolmente negli ultimi anni». Nonostante la cautela nell’erogare credito, prosegue Tarantola «nel 2° semestre del 2011 hanno sofferto tuttavia di problemi di liquidità che poi, verso la fine dell’anno, si sono associati a problemi di liquidità delle imprese. Il problema della liquidità bancaria italiana ha avuto una eco maggiore proprio per questo motivo: più del 70% dei debiti delle imprese italiane sono infatti costituiti da esposizione su banche, oltretutto gran parte di questo debito è a breve termine». Fondamentali sono stati gli interventi della BCE, che «ha risposto con le aste, ma dove è finita questa liquidità?» continua Tarantola. «La prima tranche è servita a colmare il gap della liquidità e non a sostenere e accrescere crediti alle imprese. La seconda operazione, di fine febbraio, inizia invece ora ad arrivare all’economia reale».
Economia italiana in ripresa?
Gli effetti positivi sull’economia italiana cominciano così a emergere e le tensioni si stanno lentamente dissolvendo: «I nuovi finanziamenti alle imprese sono scesi a fine marzo al 3,8% dal 4,92% di fine 2011. Inoltre i prestiti alle imprese hanno ora un flusso leggermente positivo dopo il marcato calo registrato in dicembre». Tuttavia, adesso è necessario che la struttura delle fonti di finanziamento diventi più solida «con il riequilibrio delle fonti e il prolungamento delle scadenze». Per consolidare al meglio il trend positivo che comincia a intravedersi, dunque, saranno necessari «interventi di carattere strutturale. Bisogna rivedere la struttura dei bilanci delle banche e delle imprese. I bilanci devono diventare più solidi». Forse, in fondo al tunnel, comincia a intravedersi una debole luce.
© RIPRODUZIONE RISERVATA