Autocertificazione: come si scrive e cosa si può certificare

Come si scrive una autocertificazione? E cosa si può autocertificare? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Autocertificazione: come si scrive e cosa si può certificare

Autocertificare significa rendere delle dichiarazioni assumendo la responsabilità di quanto si dichiara. Ma cosa si può autocertificare?

Chiunque abbia avuto rapporti con la Pubblica Amministrazione, per partecipare ad un concorso, per il rilascio di documenti, per iscriversi ad un corso di studio, sicuramente avrà dovuto fornire delle autocertificazioni.

Spesso le autocertificazioni servono per dichiarare i propri dati, lo stato di famiglia o titoli di studio; però bisogna fare attenzione, perché non tutto può essere autocerificato.

In questo articolo vedremo cosa si può auotcertificare, come si scrive e cosa si rischia se si certifica il falso.

Autocertificazione, chi può farla?

L’autocerficazione è una dichiarazione sostitutiva che permette di evitare i tempi di produzione dei documenti originali e, quindi, eseguire in maniera spedita gli adempimenti necessari, ad esempio, a partecipare ad un concorso pubblico, ad ottenere degli assegni familiari, e molti altri rapporti con la Pubblica Amministrazione.

L’autocertificazione può essere fatta da tutti i cittadini italiani ed europei, ed anche dagli extracomunitari, ma solo limitatamente alle informazioni che possono essere verificate dagli uffici italiani.

Come si scrivere un’autocertificazione?

Redigere un’autocertificazione è molto semplice, ma occorre seguire degli accorgimenti, senza i quali non acquisterebbe validità. L’autocertificazione può essere scritta sia di pugno su un foglio bianco che al computer, e deve sempre contenere:

  • la dichiarazione che si tratta una dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’articolo 46, lettera c, del DPR n. 445 del 28/12/2000;
  • i dati anagrafici del dichiarante;
  • l’oggetto dell’autocertificazione, ovvero cosa si intende certificare;
  • liberatoria sul trattamento dei dati personali, in base all’articolo 13 del D.Lgs. 196/2003;
  • firma del dichiarante.

La firma non deve essere autenticata da un funzionario pubblico e non è necessario apporre il bollo.

A chi va presenta l’autocertificazione?

Le autocerificazioni possono essere consegnate a mano, via email, fax o per posta.

Tutte le amministrazioni pubbliche devono accettarle, altrimenti commettono una violazione dei doveri d’ufficio.

Tanto per fare degli esempi, le autocertificazioni possono essere presentate ai Ministeri, agli Uffici provinciali o regionali, all’Inps, ecc.

Autocertificazione falsa, cosa si rischia?

Come abbiamo detto, mediante l’autocertificazione il dichiarante si assume la responsabilità del suo contenuto. Infatti, se vengono dichiarate informazioni non veritiere, per esempio per ottenere dei benefici che altrimenti non sarebbero dovuti, si integra il reato di falso ideologico (articolo 476 del Codice penale), pena la reclusione da uno a sei anni.

Cosa si può autocertificare?

Ora che sai tutto sull’autocertificazione, veniamo al dunque: cosa si può e cosa non si può certificare?

Secondo l’articolo 46 del D.P.R. 445/2000 è possibile autocertificare:

  • dati anagrafici e dello stato civile, come nascita, residenza e figli a carico;
  • tutti i titoli di studio (per sapere come si fa clicca qui) o le qualifiche professionali;
  • informazioni reddituali;
  • posizione giuridica, come ad esempio l’assenza o la presenza di condanne penali, lo status di tutore o di legale rappresentante;
  • l’iscrizione ad albi e ordini professionali.

Quindi, per esclusione, non è mai possibile autocertificare le certificazioni mediche e sanitarie, veterinarie, di conformità alle norme CE, di origine protetta e controllata e infine marchi e brevetti.

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