In linea con le aspettative degli analisti, la Reserve Bank of Australia (RBA) ha tagliato di 25 punti base il proprio tasso di riferimento, portandolo così al 3%, il livello più basso raggiunto dal 2009. Tuttavia, spiegano gli analisti, c’è la possibilità che la RBA torni ad intervenire a partire dal prossimo anno portando il riferimento anche al di sotto del 3%.
Australia: problemi sul fronte nazionale
Mentre le condizioni esterne sembrano indicare il miglioramento delle situazioni economiche - ivi compresa la stabilizzazione dei commerci con la Cina, il contesto nazionale rimane altamente fragile e instabile in un quadro confermato dai dati sulle vendite al dettaglio in calo e sulla disoccupazione in aumento.
Secondo quanto riportato dalla dichiarazione che accompagnava l’annuncio della RBA, i segni dell’allentamento monetario (un taglio complessivo di 125 punti base dallo scorso maggio) stanno iniziando ad avere effetto sull’economia, ma la banca centrale non smetterà di monitorare la situazione economica del paese.
Particolare attenzione agli investimenti nel settore estrattivo che nel 2011 rappresentava circa la metà del PIL nazionale e che per il 2012 è stimato che ne rappresenti appena l’8%.
RBA: nuovi stimoli al prossimo meeting?
- Nessun taglio
Secondo la HSBC la RBA non deciderà di intervenire con ulteriori allentamenti, ma anzi questo movimento di dicembre sembra essere dettato dalla necessità di supportare quei settori sensibili all’abbassamento dei tassi di interesse.
Secondo gli economisti della New Zealand Banking Group, la banca centrale resisterà alla «tentazione» di nuovi tagli dal prossimo meeting e per qualche altro mese ancora, valutando prima gli effetti del taglio apportato oggi.
- Nuovi tagli
Secondo la AMP, al prossimo meeting la RBA apporterà nuovi tagli al riferimento perché i tassi di interesse bassi servono a promuovere l’economia del settore non-estrattivo e il rischio è quello di ritrovarsi con un Aussie (AUD) estremamente forte.
Si noti, infatti, come negli ultimi sei mesi, l’AUD abbia guadagnato il 7.6% contro il Dollaro USA e questa «robustezza» è un fattore di impedimento per l’economia australiana.
Posizione condivisa anche dagli economisti Macquarie secondo i quali nel 2013 assisteremo a «nuovi tagli aggressivi» perché ci sarà bisogno di rinvigorire il settore estrattivo che, al momento, fatica ad emergere.