GERMANIA, ASTA. Berlino, questa volta, fa centro. Una forte domanda da parte degli investitori, pari a € 8,76 miliardi, ha permesso allla Bundesbank di collocare 4,09 miliardi di euro di obbligazioni sul mercato. Un risultato che riporta il sereno, dopo che la precedente asta era stata bollata come un completo e assoluto disastro.
Gettato alle spalle il flop del 23 novembre, che aveva sollevato preoccupazioni sui mercati, la Germania ha saputo piazzare oltre 4 miliardi di euro, a fronte di una domanda massiccia vicina ai 9 miliardi. La Bundesbank, che gestisce l’emissione di debito del Tesoro, ha collocato obbligazioni a un tasso medio dell’ 1,11%, per un ammontare equivalente ad un rapporto di copertura (il rapporto tra le offerte e le quantità emesse) del 2,12, significativamente superiore all’1,07 registrato in occasione dell’asta di bund a 10 anni raggiunto due settimane fa.
Come il 23 novembre, ma in proporzioni decisamente inferiori, la «Buba» si è fatta carico dei titoli non collocati sul mercato. Su una quantità di 5 miliardi di euro, la Bundesbank ha stanziato 910 milioni di titoli che non sono stati collocati presso gli investitori, e che gradualmente immetterà sul mercato secondario per conto dell’ Agenzia del debito federale. Alla precedente asta, la banca centrale tedesca aveva dovuto mettere da parte 2,4 miliardi di euro di obbligazioni a 10 anni, per € 3,6 emessi sul mercato, ovvero ad un rapporto di copertura del 40 %.
Gli osservatori, all’indomani dell’asta del 23 novembre, avevano interpretato il risultato fallimentare, come l’inizio di una sconfessione da parte dei mercati, della «firma» tedesca. E l’inizio di un contagio della crisi di fiducia sui debiti nell’area dell’euro al suo pilastro più forte, timore che aveva provocato una correzione violenta del mercato obbligazionario. Quel giorno, il tasso dei bund a 10 anni (che si evolve nella direzione opposta dei prezzi) era salito di 22 punti base, portandosi al 2,14% mentre il tasso per i titoli a 10 anni degli Stati Uniti cedeva 3 punti, assestandosi all’1,88%.
Oggi l’atmosfera appare molto diversa. Dopo l’asta, un portavoce dell’ Agenzia del debito federale ha sottolineato che per «l’emittente, lo stato tedesco, il risultato può essere giudicato come molto buono» e che «gli investitori cercano e hanno fiducia nella qualità dell’ emittente di riferimento della zona euro».All’inizio di questo pomeriggio, il bund a 10 anni perdeva 5 punti base, scendendo al 2,14%.
In un certo senso, l’istintiva reazione del mercato, alla fine del mese di novembre, potrebbe anche essere vista come un violento aggiustamento del mercato. La fuga verso il porto sicuro tedesco, da parte di tutti gli investitori della zona euro, non poteva essere infinita. E comunque, non a prezzi così bassi.