Le quotazioni del Cable sono sotto pressione da diverso tempo. Gli attuali livelli su cui veleggia il cambio saranno da tenere sotto stretta osservazione, in quanto potrebbero determinare ulteriori accelerazioni ribassiste dei prezzi
| Valori | |
|---|---|
| Ultimo prezzo | 1,2469 |
| Variazione | 0,03% |
| Max (52 settimane) | 1,3381 |
| Min (52 settimane) | 1,2440 |
| Indicatori | |
|---|---|
| MM200 | 1,2896 |
| RSI 14 | 30,73 |
| MACD | -0,005 |
| Performance | |
|---|---|
| 1 settimana | -0,84% |
| 1 mese | -1,70% |
| 3 mesi | -4,75% |
La pressione su Gbp/Usd rimane elevata. Da inizio giugno, i corsi del cambio non sono mai riusciti a dar vita a un rimbalzo degno di nota, lasciando sul terreno oltre il 5%.
Ieri i prezzi hanno raggiunto i livelli più bassi dal’11 aprile 2017, violando di un pip i lows del 3 gennaio scorso. Graficamente, le quotazioni sono ora all’ultimo baluardo del fronte rialzista: se anche quota 1,2480, lasciata in eredità dai minimi dell’11 dicembre 2018 dovesse cedere, i venditori potrebbero incrementare la loro pressione fino ai successivi livelli di concentrazione di domanda a 1,20. La rottura delle zone supportive attuali rappresenterebbe l’inizio della seconda gamba del ribasso iniziato ad aprile 2018.
Chi volesse puntare su un rimbalzo del Cable, potrebbe valutare strategie di stampo long da 1,2523, con stop loss a 1,2430 e obiettivo principale a 1,2650. Il target finale sarebbe localizzato a 1,2670. Questo tipo di operatività verrebbe corroborato dalla presenza di una divergenza di inversione bullish sull’RSI settato a 14 periodi.
Coloro i quali mirassero ad una prosecuzione delle pressioni ribassiste, potrebbero valutare una strategia in breakout da 1,2430, con stop loss a 1,2653 e obiettivo principale a 1,2207. Il target più ambizioso sarebbe invece identificabile a 1,2190.
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