7 titoli della difesa con upside fino al 40%. Chi vince con il piano UE da 800 miliardi

Claudia Cervi

20 Aprile 2026 - 19:17

Il piano UE da 800 miliardi spinge la difesa europea: ecco 7 titoli che possono crescere fino al 40% nel breve, medio e lungo termine.

7 titoli della difesa con upside fino al 40%. Chi vince con il piano UE da 800 miliardi

Bruxelles mette sul tavolo 800 miliardi di euro per il riarmo europeo entro il 2030. Per capire di cosa stiamo parlando, una legge di bilancio italiana vale oggi circa 20 miliardi di euro l’anno. Il piano europeo per la difesa da 800 miliardi equivale quindi a quasi 40 manovre messe insieme.

Per la prima volta, l’Europa si prepara a costruire una propria autonomia militare. Anche perché da Washington, negli ultimi mesi, sono arrivati segnali sempre meno rassicuranti sul rispetto dell’articolo 5 della NATO, quello che garantisce la difesa collettiva tra gli alleati.

Il primo vero test arriverà nel 2027. Entro quella data dovrebbero essere operativi i primi sistemi di mobilità militare integrata, cioè la capacità di spostare rapidamente truppe e mezzi tra i Paesi Ue. Senza questo passaggio, il rischio è che il piano resti più politico che operativo.

In questo scenario, i mercati si stanno già muovendo. E alcune società europee, più di altre, sono posizionate per beneficiare di questa trasformazione, con tempi e dinamiche molto diverse: chi incasserà questi 800 miliardi?

Le società europee più esposte nel breve termine

Nel breve, i soldi vanno alle aziende che producono munizioni, sistemi terrestri, difesa operativa. Qui il mercato ha già individuato i nomi chiave.

Rheinmetall è il caso più evidente ma anche quello più tirato. Dopo un rally superiore al 600% negli ultimi due anni, il titolo ha già incorporato gran parte della crescita futura. A marzo, infatti, aveva perso terreno dopo una guidance 2026 giudicata sotto le attese sul fronte margini e cash flow. Tuttavia, il consenso è ancora positivo con Deutsche Bank e Barclays che hanno ribadito a metà aprile un target rispettivamente di 2.100 e 2.125 euro, che implicano un +40% di upside.

BAE Systems beneficia subito della nuova fase di spesa militare grazie a una base industriale già ampia e a un backlog record da 83,6 miliardi di sterline, ma proprio per questo il mercato l’ha già premiata molto. Tuttavia, Morgan Stanley ha appena alzato il proprio target a 2.662 pence, indicando un rialzo potenziale del 18%.

Kongsberg è forse il titolo più interessante tra quelli meno mainstream, ma anche uno di quelli che hanno già corso parecchio. La società norvegese è ben posizionata su missili, difesa aerea e sistemi navali, quindi su aree che possono vedere ordini nel breve, ma il consenso resta più prudente rispetto al caso Rheinmetall. A marzo, Danske Bank ha alzato il target a 500 corone, con un upside potenziale del 34%.

Le società europee che possono crescere nel medio termine

Se nel breve vince chi produce, nel medio termine il vero driver è l’integrazione dei sistemi e la costruzione di un’architettura di difesa europea coordinata.

Leonardo è probabilmente il titolo più rappresentativo di questo scenario. Il mercato ha iniziato a prezzare il miglioramento operativo e il riposizionamento strategico, ma non ha ancora pienamente incorporato il potenziale legato a una vera integrazione europea della difesa. I target price aggiornati ad aprile indicano ancora spazio: Barclays vede margini a doppia cifra, sostenuti dalla crescita nell’elettronica per la difesa, nel cyber e nello spazio. Il target dista circa il 30% dai livelli attuali.

Thales è centrale nei sistemi elettronici e nelle infrastrutture digitali della difesa, cioè proprio nei segmenti che diventano cruciali quando si passa da una logica nazionale a una integrata. Il titolo non è particolarmente tirato, ma neppure sottovalutato, con target price distanti circa il 7%-10% dai prezzi attuali, in relazione soprattutto alla crescita del business cyber e AI.

Airbus, infine, rappresenta la scommessa più strategica. Oltre all’aviazione civile, il gruppo è coinvolto in programmi militari europei e nello sviluppo di nuove piattaforme comuni, che potrebbero accelerare proprio con il piano Readiness 2030. Il titolo potrebbe essere tra i meno esplosivi, ma offre esposizione a progetti di lungo respiro che oggi il mercato non ha ancora scontato.

I titoli europei con il maggior potenziale nel lungo termine

Nel lungo periodo, il potenziale maggiore si concentra su quelle aziende che operano lungo le direttrici più innovative della difesa: spazio, dati e tecnologie avanzate.

Avio è il caso più interessante, ma anche il più volatile. Il gruppo italiano realizza i lanciatori spaziali europei e sistemi di propulsione ed è quindi direttamente esposto allo sviluppo delle costellazioni satellitari, un’infrastruttura destinata a diventare sempre più centrale nelle strategie di sicurezza. Il titolo si muove soprattutto sulle aspettative più che sui fondamentali di breve, ma il consenso resta positivo: gli analisti indicano target con un potenziale di circa il 30% rispetto ai livelli attuali.

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