3 investimenti sul reddito fisso in euro a 3 anni e fino al 4% di rendimento annuo

Stefano Vozza

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Sfruttare il medio termine e il reddito fisso per procurarsi un extra guadagno con un capitale liquido disponibile

3 investimenti sul reddito fisso in euro a 3 anni e fino al 4% di rendimento annuo

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È ancora un ottobre “generoso” quello che si sta vivendo sul comparto del reddito fisso continentale. Complice il complesso di fardelli che si portano dietro le economie occidentali, gli yield sono tornati più vivi e splendidi che mai. Spesso sono i bond sovrani che trainano la risalita, e non si tratta di una bella notizia visto che in passato questo compito era appannaggio degli emittenti corporate. Tradotto, oggi prestare soldi a uno Stato non è tanto meno rischioso del prestarli a una grande multinazionale privata. È pur vero che la garanzia sul capitale offerta dai primi è illimitata, ma anche i loro debiti pubblici si stanno gonfiando a dismisura.

Insomma, la situazione è tutt’altro che rosea sul fixed income, e lo testimoniano i loro ritorni a scadenza. Per averne un assaggio vediamo 3 investimenti sul reddito fisso in euro a 3 anni e fino al 4% di rendimento annuo.

L’investimento a 3 anni sui depositi bancari

Partiamo dal prodotto di matrice corporate, cioè privata come può esserlo una banca commerciale. Su un conto deposito vincolato a 36 mesi oggi le migliori offerte del mercato arrivano in area 3,75% circa, il 2,78% al netto del 26% di ritenuta fiscale sugli interessi. Tuttavia, la maggioranza delle proposte si colloca sotto questa linea, per cui è più onesto dire che la media medio-alta è tra il 3,25% e il 3,50% (netto: 2,41%-2,59%).
Questo prodotto ha indubbiamente tre vantaggi dati da altrettante tre “assenze”, ossia no spese di gestione, no Mifid e no rischio di mercato. I contro sono dati dalla garanzia sul capitale fino a 100mila €, le eventuali condizioni commerciali dell’emittente e, spesso, dallo svincolo anticipato negato. Questo vuol dire che prima del termine il capitale di partenza è semplicemente indisponibile, non proprio il massimo in caso di sopraggiunte necessità di spesa.

L’obbligazione del Tesoro a tassi fissi

Tra gli emittenti nazionali, i prodotti del Dipartimento del Tesoro MEF sono tra i più interessanti in termini di tempo, spese, rischio, ritorno e tassazione. Stamane il BTP 10Y rende il 4,634% e segna un +1,31% sui valori di ieri. Non sono da meno i ritorni a scadenza sul BOT 12M a 3,217% o del BTP 5Y (4,085%), del BTP 7Y (4,286%) o del BTP 20Y (5,031%).

Analizziamone uno in scadenza sul medio termine, tra un triennio, come lo è il BTP Tf 3,85% Dc29. È un settennale in origine (data godimento: 15/11/’22) con identificativo ISIN IT0005519787 e scadenza tra 38 mesi, il 15/12/2029. Il tasso cedolare annuo è del 3,85%, circa l’1,93% lordo semestrale, e si acquista quasi alla pari. Sul MOT prezza 100,14 per un rendimento effettivo del 3,83%, il 3,35% netto.

A grandi linee, il prodotto ripaga la fiducia dell’investitore con un ritorno netto totale di un buon 10%, spese di bollo e di gestione bancaria escluse. Il rischio prodotto è inoltre contenuto, data la duration modificata al 2,90% e la volatilità annua a 3,016%.

3 investimenti sul reddito fisso in euro a 3 anni e fino al 4% di rendimento annuo

Chiudiamo con un’obbligazione sovrana di uno Stato europeo da mesi nell’occhio del ciclone, la Francia. Da tempo il Paese è sotto i riflettori del mercato, delle agenzie di rating e degli analisti finanziari, che ne hanno peggiorato i giudizi di affidabilità creditizia. Le ragioni sono facilmente individuabili (peraltro in comune a diverse economie occidentali), decisamente meno le soluzioni. Complice l’invecchiamento della popolazione e il trend crescente della spesa pubblica, molti Esecutivi faticano a far quadrare i conti. Da un lato aumentano i debiti, cresce la spesa sociale e il rapporto debito/Pil, mentre dall’altro le entrate fiscali non tengono il passo dei primi.

Così lo spread degli OAT francesi rispetto ai Bund tedeschi si è ampliato fino ai livelli raggiunti durante la crisi dei debiti sovrani del decennio scorso. Il decennale francese stamane rende il 5,086% (+1,84%) mentre l’OAT Fx 2,4% 24Sep29 Eur, meno di 3 anni di vita residua, sfiora il 4%. Il bond ha identificativo FR0014016G71 ed è quotato e negoziato sul MOT di Borsa Italiana con un flottante di 6.294 milioni di € e scambi giornalieri sono davvero esigui. In compenso è espresso in euro, ha una duration modificata del 2,74% e prezza sotto cento a beneficio dei ritorni. Il tasso cedola su base annua (periodicità annuale) è del 2,40%, mentre ai corsi attuali a 95,75 siamo in area 4% annuo lordo a scadenza. In pratica ha un rendimento maggiore del BTP precedente malgrado una vita fruttifera più corta di 3 mesi.

Rendimenti sovrani contro rendimenti corporate pari durata

Un altro punto “a favore” dell’OAT Fx 2,4% Sep29, infine, è che al momento quota ai minimi assoluti del 2026, almeno ad oggi (max YTD a 101,23). Nei giorni a venire potrebbe formare anche nuovi low, ma al netto di eventi estremi ad oggi imprevedibili è difficile pensare che si vada tantissimo più in giù dai corsi attuali.

Come volevasi dimostrare, la semplice analisi qui condotta ha dimostrato come gli yield sovrani siano oggi più generosi di quelli corporate a parità di durata. In compenso muta il rischio, dato che oggi il mercato considera più volatili gli yield sovrani viste le loro oggettive difficoltà di tenuta in termini di conti pubblici.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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